Anziani truffati dall’agente finanziario Ufficio perquisito
VIGONZA. Lo contatta e gli promette di recuperare qualcosa come 7 mila euro di interessi che non avrebbe dovuto versare. Tutto molto vantaggioso, ma in realtà il malcapitato – che nel frattempo è venuto a mancare – finisce con il siglare un contratto di mutuo che alla fine costerebbe 46 mila euro.
E così un agente finanziario di 36 anni, A. B. , residente a Vigonza, si è beccato una denuncia per truffa aggravata e il pubblico ministero Roberta Gallego ne ha chiesto il rinvio a giudizio. Sull’uomo stanno svolgendo tutti gli approfondimenti del caso i carabinieri del Nucleo investigativo di Belluno, dopo che la prima querela è stata presentata agli uomini dell’Arma di Longarone.
I militari bellunesi hanno compiuto anche perquisizioni a casa dell’indagato e si sono presentati nel suo ufficio d’appoggio a Padova. E hanno anche acquisito documenti bancari.
Una vicenda che potrebbe allargarsi: nei prossimi giorni verranno scandagliate le modalità di stipula di un’altra ottantina di contratti. Al momento la truffa sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti è solo quella di Longarone: è qui che avviene il primo contatto con il settantenne nell’autunno del 2017.
L’anziano aveva stipulato con PrestiNuova SpA, del gruppo Banca Popolare di Vicenza, un finanziamento per il valore di circa 40 mila euro che gli veniva scalato ogni mese dalla pensione. A seguito del crack delle banche venete, l’agente si è presentato spiegando che erano stati corrisposti 7 mila euro di interessi di troppo. Nelle settimane successive aveva conquistato la fiducia del cliente: il bellunese si era trovato di fronte una persona in possesso di tutti i suoi dati e quindi era convinto della buona fede; viveva anche una situazione drammatica: si era ammalato, affrontava la chemioterapia, aveva bisogno di morfina per alleviare i forti dolori.
In questo contesto firma una serie di moduli di una finanziaria milanese – risultante estranea alla truffa – che non rappresentano però il rimborso degli interessi ma un mutuo decennale dell’importo di 28 mila euro. L’intermediario si porta a casa oltre 4 mila euro di provvigione. L’anziano si vede comparire i 7 mila euro nel conto corrente, ma non sono il rimborso di interessi non dovuti, bensì un ristoro per il cambio del mutuo.
Tra una carta e l’altra il settantenne – che sarebbe morto dopo un paio di mesi, ad inizio febbraio del 2018 – firma pure una polizza vita in cui dichiara di stare bene. A quanto pare il presunto truffato, con la moglie, cerca di fare delle obiezioni, ma alla fine si affida alla promessa iniziale, confortato dal ritorno nella cassa casalinga di 7 mila euro.
Di lì a poco il quadro comincia a ingarbugliarsi, i parenti sospettano, non capiscono i 4 mila euro di provvigione, leggono le carte ed emerge la verità dietro quei moduli firmati sulla fiducia: era stato dato il consenso a un mutuo di 28 mila euro che tra interessi e dintorni ne sarebbe costato ulteriori 18 mila. Non resta che sporgere denuncia, i carabinieri vanno dritti a Milano per vederci chiaro. E così il cerchio si chiude attorno all’uomo. Ora il sospetto che il metodo sia stato applicato pure ad altri clienti è forte, anche perché la maggior parte dei clienti sembra abbia più di 65 anni. —
Silvia Bergamin
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