Museo Nazionale Atestino nell’orbita lombardo-veneta

ESTE. Il blitz di Ferragosto con cui il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli ha varato i extremis la sua “controriforma” sull’organizzazione dei Poli Museali, accorpando Veneto e Lombardia, ha colto di sorpresa, sia per i tempi che per i contenuti, anche il personale del Museo Nazionale Atestino. Ma questo, come tiene a sottolineare la dirigenza, non limita affatto l’attività del museo dedicato ai Veneti antichi, aperto anche a Ferragosto e nel fine settimana. Tanto più che si ipotizza una direzione unica a Venezia (e non a Milano).
Con oltre 21 mila presenze annue, il fatturato in aumento e importanti allestimenti il Museo statale di Este si conferma uno dei più attivi in Veneto, punto di riferimento per tanti studiosi della civiltà veneta, anche da fuori confine.
Che ormai la nuova mappa degli accorpamenti tra Poli Museali fosse in dirittura d’arrivo era ben noto nell’ambiente, anche se la firma alla vigilia di Ferragosto non se la aspettava nessuno. Nell’ambiente la notizia è stata accolta con perplessità perché era prevista la fusione con il Friuli Venezia Giulia e con l’Emilia Romagna, considerate più affini e “vicine” rispetto alla realtà lombarda. Federica Gonzato, direttore del Museo Atestino, preferisce non entrare nel merito della “controriforma”, passando la palla alla direzione regionale: «Per consuetudine non prendiamo posizione su questa materia di carattere politico» spiega, «in ogni caso non c’è ancora stato modo di analizzare nel dettaglio i termini di un provvedimento che nella sua versione definitiva è cambiato rispetto alle bozze. Quel che posso dire con certezza è che l’attività del nostro museo non ne risentirà e che proseguirà con il consueto impegno, così come non verranno meno le collaborazioni instaurate con le autorità e i vari enti. Anche in questi giorni di ferie, mentre il Museo è aperto, non mancano i contatti con il mondo della ricerca e con le università di tutta Europa. Inoltre stiamo definendo i dettagli della grande mostra “Pharmakon” sul mondo dei veleni, tra magie e cure mediche, che apriremo ad ottobre. Ovviamente cercheremo di capire quali saranno le conseguenze del provvedimento, ma assicuro che continueremo a lavorare per i cittadini e per il mondo culturale come abbiamo sempre fatto».
Il Museo Atestino conta una quindicina di dipendenti: una decina di custodi a cui si aggiungono un restauratore, un tecnico e personale amministrativo. Lo sforzo della direzione sarà orientato ad avere il personale necessario. Non nasconde la sua preoccupazione il sindaco Roberta Gallana: «Il ministro Bonisoli distrugge quanto di più prezioso abbiamo nel territorio. Togliere risorse umane alla già precaria situazione delle risorse economiche significherebbe svuotare il Museo». —
Nicola Stievano
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