Scontri in piazza a Padova, in 14 verso il processo. Tra loro la prof Giachi

Resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale per i manifestanti. Avevano reagito alla polizia violando le regole imposte
MARIAN - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - MANIFESTAZIONE PEDRO
MARIAN - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - MANIFESTAZIONE PEDRO

PADOVA. Gli scontri in piazza con le forze dell’ordine accaduti il 29 marzo marciano verso il processo: il pm Silvia Golin ha chiuso l’inchiesta, prossimo passo sarà la richiesta di rinvio a giudizio per i 14 indagati.

Gli imputati Tra loro, Maria Giachi, 30 anni di Padova, militante del collettivo Gramigna (ora Marzolo occupata) e anche nel movimento di lotta per la casa , già docente supplente dell’istituto Alberti di Abano. È accusata di resistenza a pubblico ufficiale perché avrebbe strattonato tre poliziotti della Digos e poi sferrato dei calci per sottrarsi all’identificazione. Gli altri sono (anche militanti del Pedro) Rolando Lutterotti, 28 anni di Padova; Marisol La Biunda Castellani, 22 di Padova; Lisa Giacon, 25 di Padova; Irene Sandri, 22 di San Bonifacio (Verona); Giordano Padovan, 40 di Breda di Piave; Mattia Di Carlo, 32 di Padova; Federico Battaini, 30 di Padova; Martin Freiberger, 29enne di Bressanone residente a Padova, Giovanni Galeri, 26 anni di Villa Carcina; Tommaso Meneghetti, 25 di Padova; Francesco Moffa, 22enne di Catania; Paolo Rampin, 61enne di Padova e Tomas Fernandez Fonseca, 25enne, spagnolo con residenza in città.

L’inchiesta Le accuse? Lutterotti deve rispondere di violazione del Testo unico in materia di pubblica sicurezza perché avrebbe promosso la riunione dei militanti nei movimenti antagonisti dopo aver avvisato il questore e aver ricevuto una serie di prescrizioni, come quella di mantenere tutti fermi in piazza delle Erbe; al contrario si sarebbe messo alla testa di un corteo destinato a sfilare lungo le vie Manin e Oberdan passando anche per piazza dei Frutti.

Quanto ad altri indagati, sono chiamati a rispondere di resistenza a pubblico ufficiale aggravata per aver usato violenza nei confronti di agenti, colpendoli con un pugno, con un’asta o ancora con calci; qualcuno avrebbe pure mimato il gesto della pistola che spara imitando il rumore. Meneghetti è accusato di lesioni avendo provocato con un calcio la frattura della mano a un poliziotto, mentre Di Carlo deve rispondere di oltraggio a pubblico ufficiale. L’iniziativa dei centri sociali avrebbe dovuto essere la risposta all’iniziativa anti-aborto indetta da Forza Nuova: la questura, infatti, aveva posto limitazioni per evitare contatti tra manifestanti. —




 

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