Dalla Regione 400mila euro per lo studio della falda

CITTADELLA. Sos falda, dalla Regione 400.000 euro per studiare la salvaguardia della ricarica delle acque sotterranee nell’area del Brenta. Serviranno prima di tutto a generare una nuova collaborazione tra enti diversi: ConsorzioBrenta, Etra, Etifor, spin off dell’Università di Padova, Consiglio di Bacino, Veneto Acque e Coldiretti, Gruppo Operativo Brenta 2030. La partnership tra enti servirà a costruire un meccanismo virtuoso: verrà studiato un sistema per cui, attraverso la tariffazione già in atto, ogni utente potrà contribuire con pochi centesimi a questo progetto. I Fondi regionali serviranno anche a studiare questo meccanismo. «Anche solo un euro all’anno per utente», spiega Alessandro Leonardi di Etifor «significherebbe 600.000 euro da destinare alle aree forestali di infiltrazione: realtà dal punto di vista ambientale molto importanti, ma che in termini economici si potrebbero realizzare senza spendere grossi importi. Basterebbero dai 50 ai 100 ettari ad area di infiltrazione, lungo tutta la fascia di ricarica, per supplire alle attività di prelievi».

«Etra», continua il consigliere di gestione Mario Polato, «serve il territorio su cui insistono le aree di ricarica, e in tutto il suo bacino è impegnata quotidianamente: pensiamo alla lotta alle perdite, ma anche al collettamento delle acque nere, per avviarle a depurazione restituendo all’ambiente acqua pulita. Con entusiasmo aderisce a questo progetto sperimentale». Coinvolti finora agricoltori già sensibili al tema, che ci hanno creduto fin da subito: «Vogliamo raggiungere una concertazione», afferma Leonardi, «che sia vincente per tutte le parti interessate». Della tutela ambientale si è fatto carico, finora, soprattutto il Consorzio di Bonifica Pedemontano Brenta. “Il Consorzio”, sottolinea il suo presidente Enzo Sonza, «si è impegnato nella difesa di tutto il territorio, non solo della risorsa idrica. Con questa unione di enti, la nostra speranza è che sia sotto l’aspetto dei finanziamenti, sia sotto quello della conoscenza messa a disposizione di un più vasto pubblico, si possano reperire risorse e progettualità in reale sinergia». Obiettivo: tutela della falda e della qualità delle acque superficiali. Nel frattempo il Go Brenta ha generato un gruppo che si è accaparrato fondi europei per 3 milioni di euro con il progetto Life Brenta 2030. Sullo sfondo di tutte queste attività, l’obiettivo finale: la nascita del Parco Fiume Brenta. —

S.B.

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova