Alla Roncato Ciak concordato con riserva per guardare al futuro
Roncato srl, la società di Campodarsego titolare del marchio Ciak porta i libri in Tribunale per un concordato “in bianco” ovvero con riserva. Obiettivo: salvare i posti di lavoro e l’azienda che vuole continuare a guardare avanti. «La società è solida» spiega Marisa Roncato, moglie e socia del titolare Carlo. «Abbiamo presentato da poco un nuovo prodotto alla fiera Mipel di Milano che sta avendo un ottimo successo e siamo pronti ad aprirci a nuovi mercati».
Un debito con lo stato
L’azienda lavora e c’è un solo problema. «Non abbiamo creditori né debiti, tranne uno: con l'Agenzia delle Entrate» spiega. Un debito, racconta l'imprenditrice, contratto negli anni della crisi e cresciuto esponenzialmente. Una situazione che ha portato la società a un concordato in bianco: il giudice delegato è Giovanni Amenduni, mentre il coimmercialista Giovanni Fonte è stato nominato commissario giudiziale. «Eravamo consapevoli di non avere pagato al fisco quanto dovuto» ricorda Roncato «e abbiamo chiesto una rateizzazione del debito. Qualcosa però è andato storto e da poche decine di migliaia di euro l'ammontare è cresciuto a dismisura. L'unica soluzione possibile è quella che stiamo affrontando ora, un concordato in bianco che speriamo ci permetta di rinegoziare quanto dovuto senza dover chiudere i battenti».
La società
Pure costituita nel 1981, la Ciak Roncato di Campodarsego, in via Olmo 112, ha avuto una serie di vicissitudini societarie complesse: dapprima la cessione delle attività aziendali da parte di Carlo Roncato, fratello di Giovanni (titolare di RV Roncato), alla Roncato srl nata nel 2009 a Milano ma con sede operativa sempre nel Padovano. Poi l'affitto del ramo d'azienda a una nuova società, nata nel 2017 sotto il nome di Baulificio Italiano Sorelle Roncato srl, che vede di fatto proprietaria la stessa famiglia. Nel frattempo un percorso difficile e doloroso di contenziosi sulla titolarità del marchio con RV Roncato che si è concluso con la possibilità per entrambe le società di usare il cognome di famiglia, quello del padre Antonio, capostipite dell'azienda poi divisa tra i fratelli e le rispettive famiglie. «Ora la nostra Roncato lavora bene» spiega l'imprenditrice «Le mie figlie sono tutte attive in azienda: Fabiana segue il prodotto, Francesca si occupa di amministrazione e Federica di commerciale. Mio marito Carlo nel frattempo continua a seguire la produzione dello stabilimento. Nel 2018 abbiamo chiuso su quota 10 milioni di euro e lavoriamo per portare a casa risultati positivi anche per la fine di quest'anno». Di fatto lo stabilimento di Campodarsego occupa a oggi circa 20 dipendenti, a cui si aggiungono diversi collaboratori e un’ampia rete commerciale. Ma la famiglia è titolare anche di una piccola rete di negozi a marchio, 2 in Veneto, 2 in Emilia Romagna e 2 in apertura in Lombardia. «Abbiamo nuovi prodotti e stiamo lavorando a un brevetto innovativo che credo potrà aprirci nuovi spazi di internazionalizzazione» spiega al riguardo la moglie dell'amministratore unico di Roncato srl Carlo Roncato. «Ci auguriamo soltanto di poter chiudere i nostri contenziosi ricominciando a lavorare con la serenità necessaria per affrontare la sfida della crescita e dello sviluppo, che è una responsabilità nei confronti della nostra azienda e dei nostri collaboratori». —
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








