Teso faccia a faccia sindaco–Edeco «Nessun controllo in via Mazzini»

Tribano, non emerge nulla di anomalo dall’ispezione dei vigili nell’appartamento gestito dalla coop



. Faccia a faccia carico di tensione tra i responsabili della cooperativa Edeco e il sindaco Masssimo Cavazzana dopo giorni di polemiche sul caso di Peter Chiebuka, il nigeriano 26enne richiedente asilo, arrestato con la pesantissima accusa di sequestro di persona e violenza nei confronti di una 22enne, arrivata dalla Repubblica Ceca e segregata per undici giorni nell’appartamento di via Mazzini. Anche il prefetto di Padova Renato Franceschelli ha ribadito la necessità di un maggiore controllo nei confronti dei migranti ospitati nelle strutture dell’accoglienza diffusa e chiesto alla cooperativa una relazione sull’attività svolta in questo mese e mezzo a Tribano. Da metà di ottobre Edeco, la cooperativa che ha in carico centinaia di richiedenti asilo in decine di alloggi e che fino a poco più di un anno fa ha gestito anche i due hub di Bagnoli e Conetta, è subentrata anche nella gestione del gruppo alloggi di Tribano, cinque appartamenti in via Mazzini con 15 posti a disposizione.

IL CONFRONTO

Proprio la presenza e l’identità dei migranti è stato un aspetto a lungo discusso durante l’incontro in municipio. «La cooperativa, quando è subentrata» ricorda il sindaco «ci ha fornito un elenco di 15 nomi, molti dei quali però non erano accompagnati dai documenti necessari. Di fatto non sappiamo chi stiamo ospitando, in barba a tutte le normative ordinare. Io voglio e devo sapere chi vive sul nostro territorio, da dove viene, cosa fa, se lavora oppure no, se vi sono dei casi problematici. Stiamo ancora aspettando la documentazione e intanto succede di tutto. La cooperativa sta svolgendo un servizio da affittacamere, non esercita alcun controllo e lascia a noi tutti i problemi, anche di carattere sociale». Il responsabile tecnico di Edeco, Simone Borile, accompagnato da altri due referenti, ha risposto che ottenere tutta la documentazione non è semplice e che gli ospiti sono gli stessi presenti anche con la precedente gestione. In ogni caso si è impegnato a far avere in giornata tutte le informazioni. Quanto al caso dei giorni scorsi i vertici della cooperativa hanno ribadito di non aver avuto segnalazioni di problemi negli appartamenti di via Mazzini, dove gli stessi operatori non avevano mai riscontrato situazioni critiche. Ha ricordato poi quali sono i termini del servizio svolto dalla cooperativa, che per effetto della nuova normativa introdotta dal decreto Salvini non può più garantire la presenza di un operatore sulle 24 ore ma svolge delle visite quotidiane, di solito in orario serale, quando tutti gli ospiti sono rientrati, e relaziona alla Prefettura. E sarà la Prefettura, infatti a pronunciarsi sul destino del gruppo appartamenti di via Mazzini, che il sindaco vorrebbe chiudere al più presto.

L’ISPEZIONE

«Io resto della mia idea» aggiunge Cavazzana «e invierò al Prefetto una relazione chiedendo la revoca del contratto alla cooperativa e la chiusura degli appartamenti. A fine estate due richiedenti asilo erano stati denunciati per droga, ora questo caso ancora più grave, e noi non sappiamo nemmeno chi stiamo ospitando. Ieri ne ho parlato con il vice prefetto e i prossimi giorni attendo di incontrare Franceschelli». Intanto dall’ispezione eseguita ieri dalla polizia locale non è emerso niente di anomalo: gli appartamenti sono in ordine, ritinteggiati di recente, senza particolari criticità sotto il profilo igienico e abitativo.

DE POLI

«Gli attuali bandi sull’accoglienza non prevedono più la presenza fissa di un operatore» ricorda il senatore Antonio De Poli annunciando un’interrogazione al ministro dell’Interno. «Servono maggiori controlli da parte di chi gestisce l’accoglienza». —



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