«Il Parco delle Mura va protetto con le norme urbanistiche»

«Il perimetro del Parco delle Mura va inserito nel Piano degli Interventi, che è in fase di elaborazione. Basta con gli interventi spot dobbiamo pensare alla cinta come un unico monumento. È il modo migliore per proteggerla dall’aggressione del cemento». Architetti in campo per le Mura, a partire dal presidente dell’ordine Giovanna Osti. Lungo via Sarpi infatti è in corso la realizzazione di una serie di nuove costruzioni a poche decine di metri dalla parte nord-ovest della cinta cinquecentesca: ipermercati ed edifici residenziali. Cosa si può fare per proteggere le Mura? «Agiamo sugli strumenti di programmazione e anche sul nuovo regolamento edilizio», è l’appello dell’architetto Sergio Ventura.
Visione unitaria
In corso, in queste settimana, c’è la selezione per il gruppo di professionisti che si occuperà della redazione del nuovo Piano degli Interventi (l’ex piano regolatore cittadino). Si sono proposti anche architetti famosi come Stefano Boeri, il creatore del “bosco verticale” a Milano.
Ma più che le nuove costruzioni, appunto, il problema è la tutela dei monumenti. «Nel Piano non c’è ancora definito il perimetro del Parco delle Mura – osserva Osti – C’è il progetto che il Comitato Mura ha realizzato e che è depositato in Comune. Definirne i contorni negli strumenti di programmazione urbanistica è il primo passo per poter agire in termini di tutela, ragionando come un sistema: mura, vallo e acque, pensando poi anche a coni ottici e utilizzo».
Il problema è tutto nel ritrovare una visione unitaria di un monumento che ha una circonferenza di 11 chilometri: «La questione Mura viene affrontata dall’amministrazione con interventi spot di restauro di singole parti o bastioni – è l’osservazione della presidente dell’ordine degli architetti – Adesso serve un cambio di mentalità: pensarlo come un monumento unico, quello che è stato fatto a Lucca e a Ferrara».
dagli anni ’80
«Le ultime norme di tutela delle Mura sul vecchio Prg sono state fatte negli anni ’80 – racconta Fabio Bordignon, presidente del Comitato Mura – Logico che con il nuovo Piano degli Interventi dovranno essere fatte delle implementazioni e delle osservazioni perché la sensibilità è cambiata. Però per noi è già molto grave quello che è stato fatto per l’area di via Giustiniani, esclusa dalle tutele del centro storico, solo per fare la nuova Pediatria».
Sulla questione di via Sarpi, Bordignon fa notare anche un altro problema che arriverà con l’apertura dei due nuovi supermercati (l’Eurospin e l’Iper Rossetto, uno di fronte all’altro): «Ci preoccupano le ripercussioni sul traffico e il riflesso sulla vecchia via Sarpi: avrebbe dovuto essere un viale ciclo-pedonale all’interno del parco, oggi è abbandonata e non vorremmo che in futuro diventi un parcheggio».
agire sulle regole
In dirittura d’arrivo c’è anche l’approvazione del nuovo regolamento edilizio. Su questo vorrebbe provare a intervenire Sergio Ventura: «È un’operazione che andrebbe fatta con il bisturi – osserva l’architetto – Magari partendo da una ricerca storica sulla saturazione del terreno. E poi prendendo in mano il territorio comunale e in modo sartoriale provare a ridurre l’impatto di questi “mostri” che crescono senza sosta. Serve però una volontà politica». —
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