Padova, le guardie del web diventeranno dottori. A settembre il corso di laurea

Dedicato alla cybersecurity e guidato dal professor Mauro Conti: «C’è sempre più bisogno di informatici specializzati»
A programer shows a sample of a ransomware cyberattack on a laptop in Taipei, Taiwan, 13 May, 2017. According to news reports, a 'WannaCry' ransomware cyber attack hits thousands of computers in 99 countries encrypting files from affected computer units and demanding 300 US dollars through bitcoin to decrypt the files. ANSA/RITCHIE B. TONGO
A programer shows a sample of a ransomware cyberattack on a laptop in Taipei, Taiwan, 13 May, 2017. According to news reports, a 'WannaCry' ransomware cyber attack hits thousands of computers in 99 countries encrypting files from affected computer units and demanding 300 US dollars through bitcoin to decrypt the files. ANSA/RITCHIE B. TONGO

PADOVA. Anche l’hacker sarà dottore: parte a settembre, a Padova, il corso di laurea dedicato interamente alla cyber security. Il corso è magistrale e sarà guidato dal professor Mauro Conti, docente di Informatica e coordinatore del gruppo “Spritz”, Security and privacy research group. La materia è ancora poco presente in ambito universitario e l’università di Padova è tra le prime in Italia a darle questo peso nella propria offerta formativa. Il piano di studi prevede esami in materie come cybersecurity, crittografia, machine learning, biometria. E poi approfondimenti relativi ad aspetti un po’ più vicini alla ricerca, quindi che vanno ad affrontare la materia con un occhio all’innovazione, o ancora nozioni di materie in apparenza lontane eppure fondamentali. Gli studenti del corso, infatti, dovranno affrontare esami anche di giurisprudenza, economia, psicologia.

punti di contatto

«Perché la sicurezza», spiega il professor Conti, «ha per forza di cose molti punti di tangenza con altri settori. Pensiamo alla psicologia, che forse può sembrarci aver poco a che fare con l’informatica. Ma un informatico non ha a che fare solo con le macchine, lavora con gli esseri umani che le utilizzano e lo fanno secondo meccanismi noti alla psicologia. Un esempio? La password universalmente più usata, in tutto il mondo, è proprio “password”: una scelta che va nella direzione della semplificazione per l’utilizzatore, ma non della sua tutela dal punto di vista della sicurezza». Il corso nasce per rispondere ad una richiesta pressante del mercato del lavoro, dove l’affannosa ricerca della figura dell’addetto alla sicurezza dei sistemi risulta il più delle volte inconcludente: «Gli informatici specializzati sono pochissimi» continua Conte, «a fronte di un mondo che ne ha sempre più bisogno: si calcola nel 2021 la carenza a livello globale di 3,5 milioni di specialisti».

innovazione

Il campo è quello dell’innovazione più spinta, tanto che anche la classe di laurea del nuovo corso è nuova, nata ad hoc per questa materia. Basti pensare che in tutta Italia esistono solo altri quattro corsi (alle università di Milano, Bari, Roma Sapienza e Molise) assimilabili a questo, e tutti nati da pochissimo tempo. «A Padova», spiega ancora Conti, «nasce dalla collaborazione tra due dipartimenti, Matematica e Ingegneria Informatica: insieme abbiamo voluto dare un segnale forte, condividendo risorse e docenti perché crediamo nell’importanza di formare professionisti nella cybersecurity e per accendere un faro sull’importanza di quest’area. Quando si parla di cybersecurity si pensa al computer o allo smartphone, mentre è molto più pervasiva. Parliamo di sistemi che viaggiano nelle auto, che sorvegliano il traffico aereo, che organizzano l’energia elettrica. Cybersecurity è anche quella che in inglese chiamano “safety”: se vado in auto, non mi devo schiantare». —

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