Merlara, il contagio non si ferma. E un 28enne in terapia intensiva

Dopo i tre decessi in casa di riposo i positivi al coronavirus ora sono 87. Nel Padovano gli infettati salgono a 652
Merelara (PD), 09 Marzo 2020. Centro Anziani chiuso a Merlara. Nella foto: essterni del Centro per Anziani di Merlara
Merelara (PD), 09 Marzo 2020. Centro Anziani chiuso a Merlara. Nella foto: essterni del Centro per Anziani di Merlara

MERLARA. Ha solo 28 anni uno degli ultimi pazienti ricoverati nella terapia intensiva dell’ospedale di Padova. Un ragazzo di cui naturalmente, nel rispetto della privacy, non si sa quasi nulla: impossibile dire se per qualche ragione fosse più esposto oppure no, ma certamente la sua età fa scattare un campanello d’allarme. Non il primo, dato che a Padova i giovani arrivati allo stadio più grave della malattia sono già più d’uno: è di alcuni giorni fa la notizia anche di una anestesista vicentina di appena 35 anni, che ha contratto il virus da un paziente ed ora è intubata a Padova.

Dopo la settimana “nera” appena conclusa, la casa di riposo “Pietro e Santa Scarmignan” conferma i numeri critici del contagio da coronavirus. E ieri anche il governatore Luca Zaia ha contattato il sindaco del paese per esprimere vicinanza e assicurare collaborazione da parte della Regione.

Al momento dello scoppio dell’emergenza – il primo contagio è stato rilevato domenica 8 marzo – all’interno della casa di riposo c’erano 73 ospiti. Tre sono deceduti: Nerone Ugo Melato di 89 anni, Camilla Costantini di 98 e Leda Bertomoro di 89. I primi due sono risultati positivi al Covid-19, mentre per la terza non ci sarebbe stato contagio. Le sue condizioni erano tuttavia gravi da tempo, dunque dopo il primo tampone negativo non ne sono stati effettuati altri. «Mia nonna era in camera con una contagiata» spiega un nipote dell’anziana «e la settimana scorsa aveva una febbre molto alta». I tre decessi (di cui due avvenuti in casa di riposo) e i tre ricoveri ospedalieri hanno fatto scendere il numero di anziani all’interno della “Scarmignan” a 67, di cui 63 contagiati. A questi vanno aggiunti anche i 24 dipendenti (su 43) che hanno contratto il coronavirus e che ora sono in quarantena. In totale – comprendendo anche gli anziani deceduti – i contagiati all’interno del centro servizi sono in tutto 87, numero che tiene conto anche dei 2 positivi rilevati ieri. Praticamente quasi tutti gli anziani hanno contratto il virus.

«Mi è stato riferito di altri dipendenti che hanno avuto un tampone positivo» spiega tuttavia il sindaco Claudia Corradin «È una situazione davvero critica. Si stanno ripetendo tamponi su tamponi per scovare ogni malato e per valutare eventuali guarigioni». Tra i contagiati, in più rispetto a quelli conteggiati nella struttura, c’è anche il vicesindaco Matteo Migliorin, amministratore che fin dall’avvio dell’emergenza si è speso in prima persona per la gestione del caso: Migliorin è in isolamento domiciliare, è asintomatico e attraverso Facebook ha rassicurato amici e conoscenti. «Io stessa temo per la mia salute» aggiunge il sindaco «Ho già fatto due tamponi, tutti negativi, ma ci sono dipendenti che sono risultati positivi solo al quarto test».

Ieri mattina il governatore Zaia ha chiamato personalmente la Corradin, assicurando di conoscere perfettamente la situazione e garantendo l’appoggio della Regione. Il dialogo è poi continuato con l’assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin, alla quale il sindaco ha presentato tutte le difficoltà nella gestione del personale: «Più di metà dei lavoratori della casa di riposo risulta contagiato. Non riusciamo ad assumere altro personale perché, vista la situazione delicata, nessuno vuole entrare nella struttura. Chi lavora oggi è costretto a turni molto impegnativi. L’assessore mi ha riferito che la centrale operative regionale sta contattando la cooperazione sociale e il volontariato per rispondere ai bisogni della nostra struttura». Servono lavoratori e servono dispositivi di protezione individuale (ormai praticamente ridotti al minimo), a maggior ragione via via che la situazione all’interno della “Scarmignan” si fa più critica.

La crescita in provincia c’è sempre. Ieri i contagiati sono aumentati di 60, passando da 592 a 652. Sempre al palo Vo’ ferma a 82, ma i guariti sono in aumento. Tra i comuni in aumento c’è Vigodarzere. Negli altri non si sono novità consistenti, rimangono sostanzialmente invariati. Anche le persone decedute, almeno consultando i dati regionali sono sostanzialmente fermi. Verona e Treviso sono le province con la crescita maggiore. –
 

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