Vo’, conto salato per l’emergenza covid. Il prefetto: pronti a intervenire se serve

VO’
Il coronavirus presenta il conto a Vo’, ed è un conto salato per il piccolo comune dei Colli Euganei, quattro mesi fa catapultato in prima linea allo scoppio della pandemia. Alcune decine di migliaia di euro per le spese sostenute nel corso dell’emergenza, a partire dai 15 giorni di isolamento come “zona rossa”. Una somma importante che pesa sulle casse comunali dell’ente pubblico, alle prese come gli altri Comuni con minori entrate a fronte di uscite straordinarie e del tutto impreviste. Cinquantamila euro, più o meno, che il Comune dovrà in qualche modo recuperare, anche se il sindaco, Giuliano Martini, una volta che la voce ha iniziato a girare, non gradisce troppo clamore, sceglie la linea del silenzio e non avanza, almeno pubblicamente, lamentele né altre rivendicazioni o richieste di aiuto. Non a caso il prefetto di Padova Renato Franceschelli fa sapere di avere appreso la notizia solo ieri dalla stampa e di non avere sul tavolo, al momento, nessuna comunicazione da parte dell’amministrazione di Vo’.
Nessun atto ufficiale
«A oggi non mi risulta che il sindaco abbia presentato una richiesta in questo senso», afferma Franceschelli, «e quindi non ho idea nello specifico della natura di queste spese. Tutti i Comuni si trovano in una situazione di disagio finanziario in questo periodo e molti si sono trovati a sostenere dei costi imprevisti e straordinari che si ripercuotono sul bilancio». Sulla possibilità di recuperare qualche risorsa aggiuntiva proprio per aiutare Vo’ e gli altri Comuni che si trovano in difficoltà Franceschelli si dice pronto a valutare la situazione. «Naturalmente attendo di capire meglio i dettagli della questione e di verificare se queste spese possono essere riconducibili a qualche forma di rimborso da parte del Dipartimento nazionale di Protezione Civile».
Confronto continuo
Il prefetto, fin dal primo giorno dell’emergenza, ha coordinato con il suo staff la gestione della “zona rossa” di Vo’ e del lungo lockdown in tutta la provincia con le restrizioni e le deroghe delle prime settimane, seguite dalle progressive riaperture attraverso le linee guida, in un continuo dialogo con i sindaci, le forze dell’ordine, le organizzazioni professionali, i sindacati e tutte le istruzioni. Un periodo di lavoro intenso, segnato dalla necessità di trovare delle risposte rapide. Tutto questo ha comportato un esborso di denaro, a partire dai Comuni che certo non disponevano di risorse e che anzi si trovavano con i bilanci già blindati. «Le difficoltà finanziarie di questi mesi non sono una novità», aggiunge Franceschelli, «e le cronache hanno già riportato più volte il disagio in cui versano i nostri amministratori locali, a partire dalla città di Padova, dai Comuni del bacino termale, solo per citarne alcuni. In periodi di emergenza tutti si trovano a dover affrontare delle spese straordinarie mentre, di contro, le entrate e gli introiti sono in sensibile calo». Tornando al caso di Vo’ il prefetto lascia la porta aperta: «Se il sindaco lo riterrà opportuno avremo senz’altro modo di confrontarci e di capire se ci sono le condizioni per intervenire e in quale modo. Avremo sicuramente l’occasione di parlarci se ve ne sarà la necessità».
il sindaco
Interpellato, il sindaco di Vo’, Giuliano Martini, non ha la minima intenzione di tornare pubblicamente sull’argomento e non nasconde la sua irritazione per come siano state diffuse le notizie che riguardano il piccolo comune da quattro mesi sotto i riflettori per tutto ciò che in qualche modo è legato al coronavirus e ai suoi effetti. «Non mi chieda nulla», replica al telefono, «su questa faccenda non voglio dire altro, perché poi sono sicuro che le mie parole saranno travisate e distorte, come è già successo, quindi non ho nient’altro da aggiungere su questa faccenda e sulle spese che abbiamo sostenuto. È un dato di fatto sul quale non voglio dire altro, non c’è alcun intento polemico da parte mia, io non accuso nessuno. Non voglio dire nulla sull’argomento».
Ma quanto uscito, intanto, ha dato vita persino a una piccola gara di solidarietà aperta dal Comune di Ponte San Nicolò, che ha donato mille euro a favore di Vo’, invitando i colleghi a fare altrettanto. —
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