Padova, la guerra dei murales: centri sociali contro Comune

Murales regalati alla città, ma le nuove opere “coprono” quella realizzata contro le violenze razziali in Corso Milano. E dai centri sociali la protesta è forte. Lunedì mattina il nuovo murales è stato vandalizzato
La nuova opera di Corsa Milano e la scritta che ha vandalizzato il murales
La nuova opera di Corsa Milano e la scritta che ha vandalizzato il murales
PADOVA. Murales regalati alla città, ma le nuove opere “coprono” quella realizzata contro le violenze razziali. E dai centri sociali la protesta è forte. Il malumore è nato dopo che, domenica sera, è terminata la realizzazione del nuovo murales di Corso Milano. 
 
L’opera di street art in Corso Milano arriva grazie a “Segni dalla strada", il progetto nato dalla collaborazione di nove artisti e writers padovani che hanno scelto di lavorare insieme per sostenere la solidarietà. Ciascuno di loro ha realizzato un’opera unica e originale con l’obiettivo di sostenere, attraverso la raccolta fondi dedicata, l’acquisto di spese di generi di prima necessità per sostenere le famiglie in difficoltà. 
 
Il "vecchio" murales con la scritta anti-razzista
Il "vecchio" murales con la scritta anti-razzista
 
Fin qui nulla di strano, non fosse che il nuovo murales ha coperto la scritta “We can’t breathe” realizzata durante la giornata globale di “Black Lives Matter” dai movimenti sociali cittadini. Una scritta fatta da bianchi e neri in sostegno alle rivolte contro le violenze razziali della polizia sui cittadini di colore.
 
Il murales anti-razzismo è stato fatto durante un'iniziativa pubblica che ha coinvolto centinaia di persone (quasi un migliaio) perlopiù giovanissime.
 
Ritrovare l’opera coperta ha chiaramente aizzato i promotori di quel primo intervento, che nei social stanno condannando il Comune di Padova che non si è fatto scrupoli a “preservare” il “We cant’t breathe”.
 
Padova, vandalizzato il nuovo murales di Corso Milano: ritorna la scritta "I can't breathe"
 
«Ma il Comune di Padova è quello stesso comune che fa i marciapiedi colorati per ricordare la rivolta contro la polizia di Stonewall e cancella le scritte fatte dai movimenti in sostegno alle rivolte contro la polizia che stanno avvenendo negli States?», denuncia sui social Enrico Zulian, esponente del Centro sociale Pedro.
 
E intanto, a poche ore di vita, il nuovo murales ha già subito il primo vandalismo: tra l’azzurro e il grigio del graffito è ricomparsa la scritta “We cant’t breathe”.
 

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