I negativi in isolamento in altri due centri
La prima cosa che ha fatto il Dipartimento di Prevenzione dell’Usl non appena ha avuto notizia del caso di positività all’interno dell’asilo notturno di via del Torresino è stato sottoporre a tampone tutti gli ospiti, gli operatori e le persone che ruotano attorno alla struttura comunale. Una volta individuati positivi (40) e negativi (39) ha provveduto a dividerli. Le persone che non hanno contratto il virus sono state allontanate e trasferite in due strutture a cui si appoggia la cooperativa Cosep, cioè l’ex scuola Gabelli di via Giolitti e la Casa a Colori di via del Commissario. Tutti sono sottoposti a quarantena in quanto ritenuti dall’ufficio dell’Usl «contatti stretti» delle persone risultate positive e quindi da sottoporre a sorveglianza epidemiologica. Nessuna quarantena è stato al momento disposta per gli operatori della cooperativa Cosep e le persone che gravitano attorno all’asilo notturno, probabilmente perché hanno mantenuto una distanza maggiore e hanno sempre utilizzato tutti i dispositivi di sicurezza individuale. Si tratta di operatori della cooperativa, addetti alle pulizie di una ditta esterna, specialisti per servizi programmati, personale del Sert, volontari dell’associazione “Noi sulla strada”, che curano diverse attività all’interno della struttura. «Per quanto riguarda gli ospiti mi sento di dire che loro non sono poi diversi dagli italiani in generale. Dappertutto c’è stato un calo d’attenzione, basta guardare la città e le piazze, la difficoltà da noi è che vivono in un ambiente comunitario. È come se la sera rientrassero in famiglia, solo che i numeri sono evidentemente diversi», ha commentato Daniele Sandonà, presidente della Cosep. —
A.F.
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