«Beviamo un aperitivo» ma è una trappola: i due vicini di casa la stuprano a Cadoneghe

Si conoscevano e incrociavano spesso lungo le scale del condominio: ora i due amici rischiano il processo
PD 11 novembre 2004 G.M. Tribunale, Aula N, dibattito sulla Riforma della Costituzione. (BORDIN) Tribunale, Aula N, dibattito sulla Riforma della Costituzione - Bordin
PD 11 novembre 2004 G.M. Tribunale, Aula N, dibattito sulla Riforma della Costituzione. (BORDIN) Tribunale, Aula N, dibattito sulla Riforma della Costituzione - Bordin

CADONEGHE. Si conoscevano e incrociavano spesso lungo le scale del condominio. Un rapporto di cordialità che si è trasformato in un legame amichevole.

Poi un giorno arriva l’invito a bere un aperitivo insieme. E lei, oggi 24enne trasferita in un altro Comune, viene invitata nell’appartamento dei due vicini originari dalla Romania: un bicchiere dopo l’altro, lo stato di ubriachezza, la difficoltà a reagire.

E i due uomini la stuprano insieme approfittando di quel momento di debolezza. È il 9 dicembre 2016. Ora il pm padovano Cristina Gava ha chiesto il processo a carico di Dragos Danut Stancu, 52 annie del connazionale Eugen Floroaia, 24, all’epoca dei fatti entrambi residenti a Cadoneghe in un palazzo in via Garibaldi.

L’accusa di cui sono chiamati a rispondere? Violenza sessuale aggravata dal fatto di aver abusato delle condizioni di inferiorità psichica della vittima visto l’uso delle sostanze alcoliche. A decidere sulla richiesta sarà il gup Domenica Gambardella il prossimo 12 novembre.

Quel giorno la giovane entra nell’abitazione dei due intorno alle 13: qualche bicchiere di troppo e la ragazza è presto colpita da uno stato di ubriachezza che si traduce in tanto sonno e perdita di forze. I due passano all’opera: la stendono sul divano e comincia la violenza sessuale nonostante il tentativo di lei di sottrarsi gridando «basta, basta... cosa state facendo».

Tutto inutile, loro continuano imperterriti finché lei riesce a trovare l’energia per liberarsi da quella morsa. Di corsa entra nel suo appartamento e si chiude dentro chiamando in aiuto alcuni familiari che arrivano a casa sua e la accompagnano in ospedale.

Ora (difesa dall’avvocato Pierilario Troccolo e sostenuta dal Centro anti-violenza) è pronta a costituirsi parte civile. —


 

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