«Lega perno della coalizione di centrodestra. Palù ottimo nome per Padova»

Parla il consigliere regionale Boron: «Non è la città per l’uomo solo al comando. Il futuro candidato dovrà necessariamente andare oltre i confini dei partiti»
Conselve (PD), 30 agosto 2019.Matteo Salvini a Conselve.ph. Zangirolami.Nella foto: Massimo Bitonci, Arianna Lazzarini e Toni Da Re
Conselve (PD), 30 agosto 2019.Matteo Salvini a Conselve.ph. Zangirolami.Nella foto: Massimo Bitonci, Arianna Lazzarini e Toni Da Re

PADOVA.

«La Lega sarà il punto centrale e motore della coalizione che riporterà Padova ad essere la Milano del nordest. Con quale candidato? Quando ho saputo che il senatore Giaretta ha definito concorrente temibile il professor Giorgio Palù ho pensato: ottimo suggerimento». Fabrizio Boron, consigliere regionale e assessore all’Edilizia nella giunta guidata da Massimo Bitonci, premette di non aver mai affrontato la questione con il diretto interessato ma parla apertamente, e per primo, di ciò che ormai da tempo si sussurra, ossia che il virologo sia il sogno segreto di chi vuole sfrattare Sergio Giordani da Palazzo Moroni nel 2022. Una candidatura di indiscussa autorevolezza che dimostrerebbe come sia stata ormai digerita dal Carroccio la lezione sull’epilogo della giunta guidata da Massimo Bitonci nel 2017.

Nel centrodestra sono iniziate le manovre in vista delle prossime elezioni. Quale ruolo giocherà la Lega?

«Il messaggio ce l’hanno dato forte e chiaro i padovani alle elezioni regionali, con il 40 per cento dei voti alla lista Zaia e il 10 per cento alla Lega. Per cui il futuro candidato sindaco non può essere limitato al confine del partito ma deve essere in grado di dialogare con le diverse anime della città. Una guida forte e decisa».

Quale sarà la differenza con l’esperienza di Bitonci, che non si è chiusa nel migliore dei modi.

«È chiaro che Padova è una città importante con la vocazione ad essere la Milano del nordest, dove il sindaco deve dialogare con l’università e con importanti associazioni di categoria. Non può dunque essere una città da uomo solo al comando. Al centro del progetto ci dovrà essere una figura, donna o uomo, che sia in grado di parlare con la sua squadra».

Questa fase di emergenza sanitaria sta rendendo estremamente popolari alcuni accademici dell’università di Padova: da Crisanti a Palù ad Antonella Viola.

«Per dovere di verità bisogna dire che quando si fa il sindaco di Padova è necessario lasciare da parte la propria attività, sia che si tratti di un medico o di un avvocato. Questo deve essere chiaro a chiunque si voglia cimentare con questa sfida. Poi credo che un candidato possa tranquillamente provenire dall’ambiente universitario. Giorni fa ho letto che il senatore Giaretta ha definito il Giorgio Palù un rivale temibile per chi oggi governa la città. Ovviamente non ne ho mai parlato con il professore ma credo che quello di Giaretta sia un ottimo suggerimento».

Come valuta l’operato dell’amministrazione comunale in questa delicata fase?

«La premessa d’obbligo è che non è facile per nessuno gestire questa fase. Penso però che ci sia stata una certa dose di improvvisazione e negligenza per quanto abbiamo visto ad esempio sabato scorso. Si sarebbe dovuto utilizzare di più la Polizia locale anche per il solo effetto deterrente della divisa. Invece si è prima lasciato che si creassero gli assembramenti per poi invitare i cittadini a non andare in centro. E a farne le spese sono stati i commercianti».

Nella geografia del potere in Regione Padova sta uscendo un po’ penalizzata, soprattutto dopo il suo rifiuto a presiedere la sesta commissione che tratta l’istruzione e lo sport.

«Come consigliere regionale rappresento la mia città a tutti gli effetti. Però non faccio parte del direttivo che ha preso la decisione e posso solamente dire che oltre alla mia non ho sentito altre voce padovane lamentarsi del fatto che a Padova sia stata tolta centralità. Mi auguro solamente che questa vicenda e alcuni personalismi non creino intoppi nella preparazione delle prossime elezione. Non va creata confusione nei cittadini per rivalità».

Messe da parte le beghe interne la Lega è pronta a lanciare la sfida?

«Posso assicurare che da consigliere regionale di questa città dirò la mia sul candidato più adatto a guidare Padova». —

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