Vittime avvisate quando l’uomo violento viene scarcerato

Una garanzia di protezione speciale per le vittime di violenza alla scarcerazione dell’aggressore: è questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato ieri mattina dal questore di Padova Isabella Fusiello e da Maria Milano Franco d’Aragona, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria per Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino. L’accordo (che rientra nella campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere) prevede la standardizzazione di un procedimento secondo cui, quando un detenuto responsabile di aver commesso un crimine riconducibile alla violenza di genere (atti persecutori, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e pedofilia) sta per essere rilasciato, l’amministrazione provvederà a comunicarlo alla Divisione anticrimine della Questura di Padova, che a sua volta ne metterà a conoscenza la vittima.
«La percentuale di casi in cui la persona che commette la violenza reitera i tentativi di aggressione una volta uscito dal carcere è altissima» spiega il Questore Isabella Fusiello. «Grazie a questa nuova collaborazione potremo evitare che questo accada». Per quanto riguarda la rieducazione all’interno del carcere, sono diversi i progetti specifici per chi sta scontando la pena per reati legati alla violenza di genere: «Con il supporto di volontari, educatori e psicologi, l’amministrazione penitenziaria sta cercando di dare a questa problematica tutta l’attenzione necessaria» dichiara Maria Milano. «Al momento i detenuti per violenza di genere sono 70 a Padova, 67 a Verona e 10 a Belluno». —
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