Ater, il bilancio di cinque anni spesi 62 milioni per interventi

Lu. Pre.

Ristrutturazioni, efficientamento energetico, progetti speciali e lotta all’abusivismo. Negli ultimi 5 anni l’Ater ha speso così ben 62,5 milioni di euro progettando, avviando e realizzando interventi costruttivi e di recupero per 1.176 alloggi. In più, sono state eseguite 11.500 attività di manutenzione ordinaria e pronto intervento, con un controvalore economico pari a 14,5 milioni di euro. Ater oggi è in gestione ordinaria in attesa delle nomine della Regione e per questo il presidente Gianluca Zaramella ha tracciato un bilancio dell’attività del suo consiglio d’amministrazione: «Abbiamo impostato il nostro lavoro su determinate linee guida – spiega Zaramella – fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi: riqualificare ed incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale pubblica, rigenerare il tessuto socio-economico migliorando l’accessibilità, la sicurezza e la sistemazione di spazi e immobili, favorendo la coesione sociale e dando un deciso stop al consumo di suolo».

Attualmente l’azienda è impegnata nello svolgimento di attività mirate al miglioramento della qualità abitativa ed al contenimento dei consumi, mediante la riqualificazione degli alloggi e degli edifici. Con le iniziative “Superbonus 110%”, “Qualità dell’abitare” e “Progetti speciali”, si riqualificheranno, rendendoli maggiormente efficienti, migliaia di unità abitative tra Padova e la provincia. Dal 2019 Ater ha anche istituito l’ufficio verifiche ed ispezioni che ha l’obiettivo di controllare la sussistenza dei requisiti degli inquilini per verificare che le case non vengano utilizzate impropriamente: «Grande attenzione viene posta sugli eventuali abusi edilizi, sulle ospitalità non autorizzate e sul rispetto delle regole di convivenza condominiale», chiude Zaramella.

Nel 2020 Ater ha effettuato quasi 4 mila verifiche, tra controlli ai nuclei familiari e ispezioni patrimoniali e ha sviluppato un approccio per il recupero degli affitti arretrati e non pagati, con un tasso di morosità che è passato dall’8,19% del 2016 al 5,94% del 2019. —

LU. PRE.

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