Non c’è il via libera del Genio il Comune rimuove i lampioni

CITTADELLA
Il Genio Civile blocca i lavori, il Comune ammette di aver fatto un errore e rimuove i lampioni lungo l’argine del Brenta. Partita chiusa sull’illuminazione in riva al fiume a Santa Croce Bigolina? Non ancora, l’architetto Giuliano Basso - storico ambientalista della città murata e residente nella frazione - torna a segnalare un problema sull’argine.
«I lampioni sono misteriosamente spariti tra venerdì e sabato, “alla chetichella” senza che nessuno abbia visto niente. I cavidotti e i plinti, però, puntualizza il tecnico, «sono ancora al loro posto. Sono semplicemente stati mascherati con qualche centimetro di ghiaia».
La ferita determinata dal cantiere municipale era stata denunciata a tutti i livelli, dal ministero dell’Ambiente ai carabinieri, passando per la Regione, il Consorzio e la Soprintendenza. Il cantiere era stato aperto nella frazione di Santa Croce, lungo il tratto di argine sulla sponda est del fiume Brenta compreso tra via Volto e via Basse del Brenta. Alla fine, dopo un paio di missive, Basso è stato contattato via pec dall’ingegnere Rodolfo Borghi, direttore dell’unità operativa del Genio Civile di Padova.
L’architetto era rimasto colpito, in particolare, «da uno scavo longitudinale che sta spaccando in due l’argine per circa due chilometri». Restano alcune criticità: «Nel corso degli ultimi venerdì, sabato e domenica», osserva l’architetto, «si è verificato un intenso traffico di autobotti pesanti che hanno versato per tre giorni liquami nella campagna a sud del paese percorrendo ininterrottamente il tratto di argine incriminato anche fino a tarda serata». Una serie di attraversamenti che - secondo Basso - hanno determinato sull’argine «evidenti segni di cedimento della falda ovest, a seguito dell’espansione della zona soggetta a scavo e riempita con materiale di riporto».
Sui problemi all’argine il sindaco, Luca Pierobon, manderà dei tecnici per effettuare le verifiche del caso. Per quanto riguarda i lampioni, «non c’è alcun mistero, è arrivata la lettera del Genio Civile e quindi li abbiamo rimossi. Purtroppo c’è stata una dimenticanza dell’ufficio tecnico che segue i lavori pubblici, in cinque anni hanno portato avanti 20 milioni di euro di interventi senza neppure una sbavatura. Su questa partita il confronto con la Soprintendenza c’è sempre stato, ma è mancata la richiesta di autorizzazione al Genio. Nei giorni scorsi si è svolto un incontro con il Genio Civile, abbiamo instaurato un dialogo proficuo con l’obiettivo di portare il servizio di illuminazione sia alle case che alla Pro Loco. Nel frattempo ci si dovrà accontentare dell’energia elettrica prodotta dai generatori, che fa rumore ed inquina».
Il Genio Civile ha tolto la concessione al Comune, sul tema Pierobon conta di arrivare ad una soluzione positiva per l’amministrazione: «Grazie alla concessione», rivendica il primo cittadino, «abbiamo posizionato le sbarre che impediscono il passaggio di nomadi sia - soprattutto - lo scarico di rifiuti lungo il Brenta. Da quando ci sono queste barriere, non ci sono stati più abbandoni di immondizia nella zona». —
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