Stanga, nomadi alla Cittadella «Dormono nel parcheggio»

«Dopo via Anelli, i nomadi. Vent’anni di battaglie per poi dover ricominciare». Esordisce così il presidente del comitato Stanga, Paolo Manfrin, accompagnando con un post il video pubblicato nel primo pomeriggio di ieri nel gruppo Facebook del comitato. «È da un mese ormai che bazzicano con frequenza per via Giuliani Dalmati e in via Arimondi, proprio quei posti in cui eravamo riusciti a ripristinare condizioni di buona vivibilità», continua Manfrin. «I commercianti sono esasperati dal degrado che alcuni di loro si lasciano dietro, tra immondizie, indumenti ed escrementi. Molti hanno dovuto subire furti e minacce reiterati. Non ne possiamo più. Bisogna che qualcuno intervenga per risolvere il problema. Gli abitanti della zona chiedono che, almeno nelle zone residenziali, sia impedito a queste persone di creare situazioni di disagio come quelle a cui ci troviamo di fronte ogni volta che scendiamo di casa. Lanciamo un appello accorato alle istituzioni perché facciano al più presto qualcosa in merito».
un gruppo in espansione
Non si sono lasciate attendere, insomma, le risposte alle immagini che ritraggono cinque ragazzini mentre fanno il bagno e lo shampoo nella fontana della rotonda a fagiolo. La scorsa notte il camper della famiglia rom ha sostato, come ormai d’abitudine, nel parcheggio della Cittadella, ma, stando alle testimonianze della titolare di un bar, nelle ultime ventiquattr’ore sembrerebbero essersi aggiunti parenti in visita: «Probabilmente si è sparsa la voce che a Padova si sta bene», dichiara, cercando di scherzarci su. «Stamattina due dei bambini più piccoli si sono presentati da me con adulti che non avevo mai visto, ma questa volta si sono comportati bene, hanno pagato e sono usciti». La donna era stata vittima di minacce da parte di uno dei figli maggiorenni dei nomadi “problematici” «Anche lui è passato due volte per il mio locale nel corso della giornata, ma dev’essere stato ripreso dal padre a cui avevo detto di non voler più vedere suo figlio nel mio locale».
un caso da servizi sociali
La preoccupazione dei residenti, però, non si limita a una questione di difficile convivenza. Sono molti, infatti, i figli piccoli della famiglia di nomadi abbandonati a loro stessi per giornate intere e a cui non vengono prestate le cure adeguate. «I servizi sociali dovrebbero provvedere a tutelare questi bambini», dichiara ancora una volta il presidente del comitato Stanga. «Alla loro età devono essere affiancati da un adulto». —
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