Usl, colpa medica da 1,5 milioni di euro Risarcito il paziente

In Azienda ospedaliera transazioni per oltre 400 mila euro E una dottoressa fa causa per mobbing nel reparto 
Elena Livieri



Era ricoverata nel reparto di Chirurgia, in attesa di essere operata per un’ernia quando- sostiene - una finestra le è piombata addosso. L’infisso, in modalità “ribalta” si sarebbe staccato dal telaio - pare a causa anche del forte vento - precipitando sulla paziente stesa a letto. La donna - stando alla sua denuncia - ha riportato un trauma dorsale, tanto da dover non solo rinviare l’intervento all’ernia ma anche sottoporsi a fisiokinesi riabilitativa per rimediare al trauma. All’Azienda Ospedale Università di Padova l’incidente è costato 12 mila euro: a tanto ammonta il risarcimento riconosciuto alla paziente per il danno subito. Ma è solo una, e certo la meno “pesante” causa risarcitoria che in questo periodo ha costretto il Policlinico padovano ad aprire il portafoglio. E per cifre importanti. Il record del risarcimento più alto, tuttavia, spetta all’Usl 6 Euganea.

Ma andiamo con ordine. Nelle scorse settimane l’Azienda ospedaliera universitaria ha transato un risarcimento di 290 mila euro in favore di un paziente che nel 2016 nel reparto di Otorinolaringoiatria era stato operato di adenoma ipofisiario: a seguito dell’intervento era comparsa un’infezione meningea con comparsa di idrocefalo fino all’impianto di una derivazione ventricolo-peritoneale permanente. L’esame medico legale non ha permesso di escludere la responsabilità, da qui la decisione di risarcire il paziente.

Stesso copione per un intervento eseguito nel 2018 nell’Unità di Neurochirurgia: durante una laminectomia L3-L5 - intervento particolarmente delicato e complesso - è stata lacerata la “dura madre”(la parte più esterna e più spessa delle tre meningi, le membrane che avvolgono l’encefalo e il midollo) causando la “sindrome da cauda equina” con difficoltà di deambulazione sulle punte e sui talloni, parastesia delle dita dei piedi e ipersensibilità “a sella”: il Policlinico ha raggiunto un accordo con il paziente, risarcito con a cui ha riconosciuto un risarcimento danni da 115 mila euro.

E non sono solo i pazienti a “batter cassa” in via Giustiniani: di recente l’Azienda ha dovuto affidare un incarico a un avvocato dopo essere stata citata in giudizio da una dottoressa che denuncia di essere stata vittima di mobbing da parte del direttore e dei colleghi del reparto in cui ha lavorato, tra il 2017 e il 2019: nella denuncia la dottoressa parla di perdute chance di carriera e pensionamento anticipato per comportamenti persecutori. In questo caso la vicenda è ancora tutta da chiarire.

Il risarcimento più cospicuo per colpa medica spetta all’Usl 6 Euganea che nei giorni scorsi ha deliberato il pagamento di una prima tranche da 450 mila euro su un totale di 1.596.279 euro a un paziente. I soldi arrivano dall’assicurazione City Insurance. La vicenda risale al 2013: l’intervento che ha causato il danno era stato effettuato nell’allora Usl 15 Alta padovana. Nel 2017, dopo la citazione in giudizio da parte del paziente, la sentenza di primo grado aveva condannato l’Usl a un risarcimento di 1.273.439 euro. La sentenza fu però impugnata, in appello. Ma le cose non andarono come sperato, anzi. I giudici hanno rincarato la dose, condannando l’Usl a pagare 1.596.279 euro di risarcimento oltre a poco meno di 50 mila euro di spese processuali.

A questo punto il legale dell’azienda ha sconsigliato di ricorrere in Cassazione. Nei giorni scorsi City Insurance ha versato i primi 450 mila euro che l’Usl a sua volta si è impegnata a versare alla controparte. —



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