Green pass al via tra le polemiche E la fiaccolata dei no-vax è un flop

Una ventina di persone ieri sera in piazza Duomo. Ma domani si replica: dure prescrizioni del questore
Alice Ferretti
Verifica del codice a barre del Green pass con l'APP ufficiale VerificaC19 da parte di un proprietario di un ristorante. Torino 05 agosto 2021 ANSA/TINO ROMANO
Verifica del codice a barre del Green pass con l'APP ufficiale VerificaC19 da parte di un proprietario di un ristorante. Torino 05 agosto 2021 ANSA/TINO ROMANO

/ PADOVA

Pochi, anzi pochissimi, ieri sera in piazza Duomo in quella che doveva essere la quarta manifestazione contro il Green pass in città. Una ventina di persone, riunite in gruppi di due o tre, hanno atteso fino a dopo le 20 che succedesse qualcosa, che qualcuno prendesse parola, che qualcun altro desse vita a un dibattito o a un corteo. E invece niente. La manifestazione, né preavvisata né autorizzata, promossa solo il giorno prima con il solito tam tam su Telegram, si è esaurita così.

IL TERZO SABATO CONSECUTIVO

«Pensavamo ci fosse più gente, torneremo sabato», sono le parole sconsolate di una manifestante che aveva portata con sé addirittura un tamburello pensando alle manifestazioni precedenti.

Ben diversa è invece la prospettiva per domani. In piazza Duomo alle 18 si attendono centinaia di persone per una manifestazione no-pass, questa volta preavvisata e autorizzata. Il questore Isabella Fusiello a riguardo ha già stabilito alcune prescrizioni da osservare, come indossare le mascherine e mantenere il distanziamento.

OGGI IL VIA AL GREEN PASS

Intanto oggi, mentre continuano ad essere organizzate in tutta Italia proteste contro il certificato verde, è il primo giorno in cui per consumare al ristorante o al bar al chiuso, per andare in piscina o in palestra, per visitare un museo o andare al cinema, è necessario essere in possesso del Green pass. E non c’è solo chi è contrario alla nuova norma, ritenuta una privazione della libertà, ma c’è anche chi vorrebbe avere maggiore chiarezza su come ci si deve comportare. Tra questi ci sono tanti ristoratori e baristi, molti dei quali preoccupati si sono rivolti all’Associazione dei pubblici esercizi (Appe) per cercare di capire cosa fare per non rischiare di incorrere in multe salate. Proprio l’Appe, che si è fatta portavoce di diverse rimostranze, ha scritto una lettera al prefetto Raffaele Grassi chiedendo chiarimenti sul Green pass.

LE RICHIESTE DEGLI ESERCENTI

Gli esercenti ad esempio vogliono sapere se “all’aperto” si consideri anche lo spazio con soffitto fisso ma con almeno tre lati completamente aperti, come aveva deliberato lo scorso aprile la Regione. Ma non solo. Vogliono sapere anche come si devono comportare nel momento in cui le condizioni meteorologiche dovessero improvvisamente cambiare. Nel caso di pioggia chi sta consumando all’aperto e non è in possesso del Green pass può terminare il pasto all’interno del locale o deve tornarsene a casa? E poi altra questione riguarda gli strumenti tecnologici volti al controllo del certificato verde. Diversi esercenti avrebbero infatti segnalato all’Appe di non essere in possesso di uno smartphone dove poter scaricare l’app “VerificaC19”, o di avere una versione software non aggiornata per poterla installare. Secondo le stime dell’associazione di categoria su circa 3 mila locali presenti a Padova, tra città e provincia, circa una cinquantina sarebbero gestiti da persone con difficolta nella gestione della tecnologia. —

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