Un campo fotovoltaico approvato dal Comune Sarà pronto tra 2 anni

Giada Crivellaro

MASI

Sei ettari di terreno per 5,2 megawatt di potenza e quasi quattromila tonnellate di Co2 risparmiate all’anno: questi i numeri dell’impianto fotovoltaico che sarà costruito a Masi tra due anni. Un grande investimento per il Comune, con un costo che ammonta a circa 3 milioni di euro, ma che permetterà di produrre energia rinnovabile andando a salvaguardare anche l’ambiente stesso. Per farlo, l’amministrazione comunale si è appoggiata ad un’azienda di Milano, la Chiron Energy Spa, che si impegnerà a rendere minimo l’impatto ambientale dell’impianto. Saranno infatti piantumate piante autoctone in tutta l’area e sarà posizionata una recinzione il più possibile neutrale a delimitarne il perimetro. Per realizzare l’impianto saranno utilizzati solo componenti riciclabili e limitati al minimo cemento e calcestruzzo. «L’impianto è reversibile – spiegano i tecnici dell’azienda milanese – e le coltivazioni saranno possibili subito dopo la dismissione dello stesso».

Con i pannelli rivolti verso sud, si accede all’area da via La Pioppa. La vita utile stimata è di trent’anni e serviranno cinque mesi di cantiere per realizzarlo. Tre mesi invece per la sua futura dismissione. Saranno prese con cura le scelte riguardanti le rifiniture, al fine di eliminare il più possibile sia l’impatto ambientale, ma anche l’inquinamento sonoro dato. È prevista infatti una colorazione naturale delle cabine, le quali avranno anche pannelli per l’assorbimento del rumore prodotto dai macchinari. Nel corso dei trent’anni di vita previsti, l’impianto sarà costantemente monitorato sia dal punto di vista delle piantumazioni, che da quello più tecnico della manutenzione dei macchinari. Anche gli stessi rifiuti saranno controllati, in modo da evitare stati di degrado dell’area. «L’iter progettuale è stato avviato a inizio mese e ha la durata di circa un anno – spiegano dall’azienda – Seguirà poi un altro periodo di un anno in cui prenderà il via la fase di espropri. La procedura è lunga e i permessi da chiedere sono tanti, ma ciò permette di pianificare l’impianto al meglio». —

Giada Crivellaro

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