Chiuse le sedi dell’Università di Padova, i pro Palestina restano fuori
Lunedì 13 maggio i giovani hanno indetto lo sciopero delle lezioni e avrebbero voluto bloccare la didattica. Ma si sono trovati le porte sbarrate e gli agenti della Digos a vigilare

Chiusi tutti gli accessi alle aule di Palazzo Bo, i pro Pal restano fuori. Per lunedì mattina, 13 maggio, i giovani che da venerdì 10 sono accampati nei cortili della storica sede universitaria in solidarietà con il popolo palestinese avevano indetto uno sciopero dalle lezioni.
L’obiettivo era quello di interrompere la didattica, cercando di coinvolgere un maggior numero di studenti possibile nella richiesta di boicottaggio accademico in vista della seduta del Senato accademico di martedì 14.
L’università però ha chiuso le porte, lasciandoli fuori: «Non c’è niente di più importante di cui parlare oggi», sostengono i manifestanti, «Non possiamo accettare di essere bloccati fuori». E attaccano: «Forse la rettrice non ha capito che noi staremo qui finché non ci aprono. Unipd ha le mani sporche di sangue».
Una cinquantina gli studenti in corteo. Gli addetti alla vigilanza hanno chiuso tutte le porte per scongiurare l'entrata dei manifestanti. Si è vissuto qualche momento di tensione con ogni porta d'entrata preso d'assalto.
L'azione di protesta è seguita dai poliziotti della Digos in borghese.
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