Prato, allarme per le statue ferite

Almeno 36 sculture danneggiate per incuria e smog





E’ allarme per le statue di Prato della Valle. Almeno 36 su 78 sono danneggiate per l’incuria, i vandalismi e l’inquinamento atmosferico. Volti anneriti, arti mozzati, scritte sui basamenti: i «grandi personaggi del passato», sotto cui molti padovani passeggiano o si stendono sull’erba, appaiono anneriti e rischiano il degrado. La denuncia della situazione di crisi in Prato arriva da Legambiente e Amissi del Piovego: tracce di erosione e corrosione, depositi di croste nere e muffe su tutti i manufatti.


Le cause? Incuria, vandali e smog. A partire dall’erosione e dalla corrosione dovuta alla dissoluzione chimica del calcare aumentata dall’acidità di anidrite carbonica e altri inquinanti presenti nell’aria. Le croste nere invece sono dovute al depositarsi di particelle carboniose, tipiche delle polveri sottili come il Pm10. E ancora esfoliazioni, scagliature e polverizzazioni dovute all’inquinamento atmosferico e alle vibrazioni del traffico. Infine le patine dovute alla porosità della pietra tenera di Vicenza.


«Traffico e inquinamento stanno distruggendo le statue - spiegano Lucio Passi ed Elio Franzin - In altre città le statue più esposte allo smog vengono collocate in luoghi protetti e sostituite da copie». E le due associazioni bocciano il piano Crotti che prevede un park interrato da 600 posti. Dal sindaco Zanonato un primo sì: «A settembre partirà il restauro. Servirà una collaborazione con i centri del restauro e con alcuni sponsor - ha promesso - Purtroppo non c’è una soluzione tecnica definitiva.
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