Conegliano, uccide il marito per l'eredità
Laura de Nardo, 61 anni, è crollata dopo ore di interrogatorio ed è stata arrestata con l'accusa di omicidio volontario premeditato del marito Eliseo David, 70 anni. Con la donna sono finiti in carcere altri tre uomini. La donna avrebbe pagato duecentomila euro per far uccidere il marito. Il movente: l'eredità

CONEGLIANO.
CONEGLIANO. Narcotizzato e soffocato con un cuscino. La moglie ha confessato ieri sera, fermati anche quattro giovani per complicità nell’omicidio. Eliseo David, 70 anni, è stato trovato morto la scorsa notte nella sua abitazione al numero 12 di via Delle Acacie. In bocca aveva uno straccio imbevuto di una sostanza narcotica. Un omicidio che sembrava nato da una rapina, ma troppi dettagli non quadravano: non c’erano segni di effrazione, nulla era stato rubato dalla villetta. La moglie di Eliseo, Laura de Nardo, 61 anni, e la figlia della donna, Sally Tonon, 40 anni, nata da un matrimonio precedente, sono state interrogate per ore dagli investigatori. Ieri sera sono stati disposti quattro fermi nei confronti di altrettanti giovani italiani sospettati di aver organizzato l’o micidio con la moglie per questioni di eredità. La donna ha confessato.
Più che per ore, gli interrogatori sono andati avanti per l’intera giornata. Qualcosa non quadrava, nella testimonianza della moglie di Eliseo. «Non escludiamo alcuna ipotesi - era ieri mattina la versione ufficiale degli investigatori - e lavoreremo tutta la notte per verificare tutte le dichiarazioni che abbiamo raccolto». Ieri sera il colpo di scena: fermati quattro giovani, una banda che avrebbe organizzato l’omicidio con la moglie per spartirsi l’e redità. E la donna ad un certo punto ha confessato.
Ieri sera, come confermato dalla polizia, è stato condotto in commissariato e interrogato anche «l’amico» della donna, con cui forse lei aveva una relazione, e che potrebbe aver avuto un ruolo chiave. La figliastra, invece, Sally, è stata rimandata a casa: non c’entra niente, probabilmente è stata ingannata. Ieri mattina la pista principale sembrava quella della rapina. «Mia madre era legata con del nastro adesivo ai polsi e alle caviglie, l’ho liberata io». Questa la testimonianza di Sally Tonon, figlia di Laura de Nardo avuta dal primo marito. La quarantenne ha problemi psichici, è seguita da tempo da una psichiatra. Sua madre ha raccontato di essere stata sorpresa da un uomo mentre era in giardino: il presunto rapinatore l’avrebbe immobilizzata - polsi e caviglie, appunto - e le avrebbe chiuso la bocca con del nastro adesivo. Poi sarebbe salito al primo piano, dove Eliseo dormiva. Lì lo ha ucciso. Quando l’assassino se n’è andato - è ancora la versione della donna - Laura è salita in camera della figlia Sally, che l’ha liberata. Assieme, le due avrebbero fatto la tragica scoperta: Eliseo era stato ucciso, soffocato con un cuscino. Ma questa versione dei fatti ha fatto crepe su crepe col passare delle ore. «Non escludiamo alcuna pista - dicevano ieri mattina gli investigatori - e procediamo con un metodo particolare: non partiamo dalla ricerca della verità, ma dalla ricerca dell’errore». Qualcosa non quadrava nella versione della donna. La lunghezza dell’� interrogatorio ha fatto subito pensare. La rapina è una messa in scena per coprire l’omicidio? Messinscena? Era difficile pensare che la donna potesse aver fatto tutto da sola. Da qui la pista dei complici, ieri sera imboccata con decisione dagli inquirenti. Eliseo David è stato trovato morto a letto. Secondo quanto si è appreso, il pensionato potrebbe essere stato soffocato con il cuscino, dopo essere stato narcotizzato per fiaccarne la possibile reazione. Sul corpo non c’erano segni di violenza, solo qualche graffio al volto.
Nell’abitazione, sottoposta a un attento esame degli investigatori, non sono stati rilevati segni che potessero far pensare a un’a ggressione a scopo di rapina. Dalla casa, inizialmente, sembrava non fosse sparito nulla. Poi il capo della procura della Repubblica di Treviso, Antonio Fojadelli, ha parlato di un ammanco «di denaro e di oggetti», ma sul quale ci sarebbero «alcune perplessità». Porte e finestre apparivano intatte. La polizia scientifica ha setacciato tutta la casa alla ricerca di elementi utili a fare chiarezza sulla vicenda. E’ stata una telefonata giunta al 113 con la segnalazione di una rapina e la morte dell’anziano a far intervenire la squadra mobile della questura di Treviso a Conegliano. Sul posto gli agenti della mobile, diretti da Riccardo Tuminnia, assieme alla polizia scientifica e alla presenza del pubblico ministero Barbara Sabatini. Avevano cercato di raccogliere tutti gli elementi utili per chiarire le cause della morte di Eliseo. Il dirigente della mobile ha ricordato che la segnalazione giunta alla polizia parlava di una rapina e che da questo si era partiti. Poi la svolta e la clamorosa confessione della consorte Laura, che ha agito in combutta con quattro giovani fermati dalla polizia.
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