L’uranio radioattivo in A4 domani notte

VENEZIA. Passerà sull’A4 nella notte fra domenica e lunedì il carico di materiale radioattivo proveniente da Vercelli e diretto al porto di Trieste per essere imbarcato. L’arrivo è previsto attorno alle 5 del mattino nella città giuliana. La notizia è stata confermata ieri dalla Questura del capoluogo del Friuli-Venezia Giulia. L’uranio arriverà nel Nordest nonostante il “catenaccio” delle Regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia, fin dall’inizio contrarie al passaggio delle scorie che provengono dal deposito di Avogadro di Salluggia. Fino alle 13 di ieri né in questura, né in prefettura a Trieste era giunto l’ok dalla Regione Friuli. In realtà le Regioni coinvolte non possono bloccare il carico ma non collaborano. E l’ultima parola, quella definitiva, spiegano, non è ancora stata detta. Pare proprio per il ritardo dalla Regione Friuli. Tant’è che, fanno sapere, sarebbe già stato anche approntato il cosiddetto piano “b”. Quello che prevede il trasporto - con modalità differenti - via terra direttamente al porto di Capodistria. Da dove poi la nave dell’uranio dovrebbe salpare con destinazione la costa del Pacifico degli Stati Uniti.
Mercoledì era arrivato il via libera della Prefettura di Venezia, uno dei Comuni attraversati dal passaggio delle scorie nucleari. La spedizione riguarda dieci lamine di un elemento di combustibile (Mtr) irraggiato e proveniente da attività di ricerca (dette “Petten”). Avverrà con un unico trasporto stradale del contenitore caricato su uno speciale autotreno ai sensi della normativa vigente, in condizioni - assicurano - di massima sicurezza. Per questo motivo non è prevista la chiusura dell’autostrada ma solo il blocco degli accessi nel momento in cui passerà il Tir.
Il piano prevede che la destinazione finale delle barre sia il porto nuovo di Trieste. E in particolare la stiva di una nave ormeggiata per poche ore al molo settimo che quello stesso giorno dovrebbe arrivare da Capodistria (dove è programmato l'imbarco di un analogo carico giunto dall'Austria via Slovenia)e dopo poche ore salperà verso gli Stati Uniti portando nella propria pancia una ventina di barre radioattive. Ma ieri un sito Greenaction Transnational dava notizia che il cargo danese in questione, il Sea Bird, sarebbe ormeggiato al porto di Venezia “probabilmente” già carico di materiale radioattivo raccolto a Koper (Capodistria). Al momento pochi - nonostante l’imminenza della data - gli elementi sicuri dell’operazione. Per la quale saranno “comandati” a Trieste oltre cento tra poliziotti e carabinieri provenienti dal reparto mobile di Padova e dal battaglione di Gorizia. Il timore è quello di un’azione a Trieste dei «No Nuke»: i manifestanti che potrebbero cercare di bloccare il transito fino in porto nuovo dei cinque chili di materiale radioattivo. A portare il combustibile sarà un convoglio composto da una quidicina di mezzi con al centro un Tir nel cui carico ci sono le 10 barre di uranio. Il carico pericolosissimo sarà sistemato all’interno di un contenitore le cui caratteristiche sono quelle previste dal protocollo dell’Enea. Il Tir viaggerà alla velocità di 80 chilometri all’ora e non potrà mai interrompere la corsa. Gli altri mezzi di scorta viaggeranno alla distanza di sicurezza dal mezzo principale di circa 50 metri. Le pattuglie della squadra volante e dei carabinieri saranno impiegate per bloccare temporaneamente il passaggio attraverso gli accessi alla grande viabilità durante il transito del carico radioattivo. I tecnici dell'Arpa effettueranno controlli delle radiazioni e le successive bonifiche lungo tutto il percorso sia prima che dopo il passaggio del convoglio.
Corrado Barbacini
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