Zanonato: «Patto per ripartire, incontrerò Zaia»

PADOVA. «Il patto tra produttori per far ripartire lo sviluppo? Sarà la cifra del nostro governo per uscire dalla crisi: non esiste una soluzione diversa. E la manifestazione del Primo maggio di Treviso, che ha visto imprenditori e lavoratori sullo stesso palco, è un modello da esportare per costruire nuove relazioni industriali. Mercoledì incontrerò il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e discuteremo a fondo su come collaborare. Domani vedrò il governatore del Veneto Luca Zaia per concordare le priorità della nostra regione: cerco il dialogo a tutto campo». Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo economico, ha l’agenda fitta di incontri: le crisi aziendali aperte sono 140. Una cifra che fa paura.
Il caso più emblematico?
«Riguarda la Berco Tyssen. Venerdì scorso a Roma ho ribadito il no del Mise all'annunciata procedura di mobilità per i 611 lavoratori dei tre impianti italiani rimasti senza cassa integrazione. E ho avviato i contatti con il ministero del Lavoro per attivare gli ammortizzatori sociali, privilegiando i contratti di solidarietà. Ora incontrerò il Ceo tedesco della ThyssenKrupp per fare chiarezza sulle intenzioni della multinazionale».
Il premier Letta ha fatto il giro d’Europa per accreditare il governo delle larghe intese. Ora siete pronti a partire e dal suo osservatorio quali proposte si sente di lanciare?
«In questa prima settimana ho avviato i contatti istituzionali con le categorie: Squinzi di Confindustria, Sangalli di Confcommercio e i presidenti di Confartigianato e Cna. Ho incontrato Franco Bernabè, ad di Telecom e abbiamo parlato di agenda digitale e wi-fi. Poi vedrò Gabriele Del Torchio, nominato ad di Alitalia: lo conosco, è padovano e mi fa piacere che ricopra un incarico così autorevole. In agenda ci sono incontri con Paolo Scaroni, ad dell’Eni e con Fulvio Conti, suo alter ego all’Enel. Dagli imprenditori sale una sola domanda: liquidità. L’iniezione di credito è come l’ossigeno».
Quindi tocca alle banche allentare la stretta creditizia?
«Non solo le banche, ma anche la pubblica amministrazione che deve pagare in tempi rapidi quei 70 miliardi di debiti. E poi va creato un percorso virtuoso per ristabilire un clima di fiducia e ottimismo nel mercato. Letta nel suo tour in Europa ha creato le premesse perché la Ue allenti i vincoli del Patto di stabilità non per le spese correnti ma per sostenere gli investimenti. Poi va rivisto il costo del lavoro: gli stipendi sono bassi, decisamente inferiori alla media Ue, mentre le aziende sono caricate di oneri previdenziali e fiscali da record. Dobbiamo abbassare anche il costo dell’energia, che porta le nostre aziende fuori mercato Ue».
Nella sua agenda c’è anche l’incontro con il governatore del Veneto Luca Zaia: siamo al disgelo, dopo tante incomprensioni?
«Mi pare che il quadro istituzionale sia cambiato, la Lega si è astenuta e non posso che apprezzare l’atteggiamento di responsabilità dimostrato da Maroni. Ho chiesto io l’incontro con il presidente Luca Zaia: lui rappresenta il Veneto e sarà un interlocutore istituzionale fondamentale. Voglio sapere quali sono le sue priorità e come intende collaborare su diversi temi: sull’energia con la centrale Enel di Porto Tolle; per le tlc con agenda digitale e fibra ottica in Veneto. E poi con le crisi aperte a Marghera e nel tessuto della piccola impresa. Dalla crisi di esce con l’innovazione del prodotto sostenuto dalla ricerca e la Regione ha grandi competenze su questa materia. Io sono pronto a collaborare. Roma non sarà più sorda e lontana: sono profondamente legato ai bisogni del Veneto».
E sulle infrastrutture che ruolo può avere la Cassa depositi e prestiti?
«Mi devo incontrare con il presidente Franco Bassanini: so che la Tav è in cima alle priorità, ma è tutta materia del ministro Lupi».
Come giudica la sua squadra dopo la nomina dei sottosegretari?
«Di grande qualità. Ho chiesto io più sottosegretari rispetto a Passera perché il ministro rischia di essere impegnato giorno e notte nel lavoro delle commissioni parlamentari. Il viceministro Antonio Catricalà è un tecnico di altissimo livello e sarà affiancato da Carlo Calenda, pure viceministro, e dai sottosegretari Simona Vicari e Claudio De Vincenti. Lavoriamo in un clima di grande euforia, ma sono realista: oggi vivo la fase del «veni e vidi». Per il «vici» ci vuole tenacia, pazienza e anche fortuna».
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