Stalle isolate, campagne padovane allagate

A rischio le coltivazioni, il torrente Muson sotto costante osservazione. Allarme frane nei Colli

VENEZIA. Scuole, aziende agricole e stalle isolate, campi e strade allagate. Sono i primi danni rilevati da Coldiretti Veneto che sta monitorando la situazione delle campagne segnate dal maltempo. A causa dell’intensa pioggia di ieri e di un meteo schizofrenico, nonostante i fiumi stiano ancora reggendo, i terreni non riescono più ad assorbire il quantitativo esagerato di acqua che sta sommergendo le colture. La rete locale dei canali dell’Alta Padovana è già a livelli di massima e in alcuni casi si registrano i primi straripamenti a Santa Giustina in Colle, Camposanpiero, San Giorgio delle Pertiche, Arsego, Borgoricco e Trebaseleghe dove le colture a seminativo sono tutte bagnate. Il corso del Muson è sotto osservazione ma per gli agricoltori della zona, seppur in ritardo con le semine e i lavori, non c’è tregua. Se non vi sono stati i presupposti per piantare mais e soia, chi ha ortaggi deve far i conti con l’impossibilità di accedere addirittura alle coltivazioni. A rischio soprattutto le coltivazioni di asparagi, uno dei prodotti più delicati della stagione.

Non va meglio a Scorzè, nel Veneziano, dove un quartiere della cittadina è sottacqua completamente, idem nella vicina provincia di Treviso nei comuni di Zero Branco, Mogliano Veneto fino a Silea dove il pericolo non è solo per le serre di fiori e verdure, ma anche per gli allevamenti: le scorte di foraggio potrebbero essere compromesse.

Emergenza anche sui Colli Euganei per i dilavamenti sui pendii: primi segnali di cedimento con detriti nelle strade interne di Este. Smottamenti nella pedemontana trevigiana a Cison di Valmarino e Follina. Vigneti allagati a Valdobbiadene e anche nella fascia della vicentina e veronese che costeggia la A4: si tratta dei comuni di Montebello, Gambellara e di Soave, che ieri pomeriggio è riamasta isolata per la chiusura della statale 11 nel tratto Verona-Vicenza.

«Questi per gli agricoltori sono danni immediati» commenta la Coldiretti del Veneto «che rischiano di mettere in ginocchio un settore che ancora non si è ripreso da quelli subiti dalla siccità 2012».

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