Marotta (Idv) ci farà risparmiare 517.872 euro

VENEZIA. Minimo si merita un’apparizione all’Arena di Massimo Giletti. Eh sì, perché in un mondo in cui i titolari di due “pensioni” fanno ricorso contro il taglio del beneficio, Gennaro Marotta,...

VENEZIA. Minimo si merita un’apparizione all’Arena di Massimo Giletti. Eh sì, perché in un mondo in cui i titolari di due “pensioni” fanno ricorso contro il taglio del beneficio, Gennaro Marotta, classe 1960, appare come un alieno. Ieri l’alfiere Idv ha sottoscritto il documento con il quale chiede la restituzione dei contributi versati in 5 anni di legislatura (pari a 84.188 euro) ma, soprattutto, rinuncia al vitalizio. Consentendo alla Regione, cioè ai cittadini veneti, se avrà la fortuna di arrivare a 80 anni, di risparmiare 517.872 euro lordi. I conti sono presto fatti. Da 60 a 65 anni, quinquennio in cui il vitalizio sarebbe risultato di importo ridotto) Marotta avrebbe incassato mensilmente un assegno di 2.2029,07 euro lordi (pari a 1.500 euro netti); il totale annuo si sarebbe tradotto in 24.348,84 euro, pari a 18.000 euro netti. Complessivamente dunque avrebbe portato a casa 121.744,20 lordi, pari a 90.000 euro netti. Ben più consistente l’appannaggio da 65 a 80 anni: 2.688,43 lordi al mese, pari a 1.950 euro netti. Il che avrebbe comportato un introito annuo di 32.021,16 euro lordi, pari a 23.400 euro netti. Nei tre lustri Marotta avrebbe incassato 480.317,40 euro lordi, pari a 351.000 euro netti. Ricapitolando: dall’età di 60 a 80 anni il consigliere Idv avrebbe riscosso 602.061,60 lordi, pari a 441.00 euro netti. «Ho condiviso la decisione con mia moglie Fiorella», ha spiegato, «ma non era eticamente accettabile avere una pensione di duemila euro a fronte di soli cinque anni di contributi versati». (c.bac.)

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