PADOVA. Non ci sono gli sbarramenti fissi come a Vo’ma controlli qua e là e sono fioccate le prime denunce penali. Chi viaggia senza un motivo valido viene sanzionato. Raccontare una verità di comodo non porta da nessuna parte, per quanto possibile vengono fatti dei controlli. Tutte le forze dell’ordine sono impegnate in tal senso: carabinieri, polizia, finanza e vigili. Ieri le pattuglie della questura impiegate nel servizio di controllo in relazione alle prescrizioni previste nel Dcm 8 marzo 2020 per il contenimento del Coronavirus, hanno effettuato mirati servizi di verifica dei flussi di traffico in entrata e uscita dal territorio padovano per verificare la sussistenza delle esigenze prescritte per allontanarsi o entrare nell’area di contenimento. Le autocertificazioni esibite dalle persone identificate nel corso dei controlli saranno oggetto in questi giorni di ulteriore approfondimento per appurarne la veridicità attraverso la consultazione delle diverse banche dati e archivi informatici.
C’è la signora che deve portare a spasso il cane e quello che sta andando a Vo’ a prendere il vino. Poi l’operaio in malattia che va a trovare i colleghi e l’imprenditore che ha appena acquistato un locale e sta andando a farci dei lavori. C’è chi è ligio e ha già l’autocertificazione in auto, ma sono davvero tanti quelli che – alla luce dell’ultimo decreto governativo – si muovono per un motivo non tollerato dalla norma. Lo sanno bene i vigili della polizia locale di Este che ieri mattina, diretti dal comandante Gabriele Mighela, si sono posizionati per due ore sul ponte della Torre, il varco di accesso alla città murata per chi arriva da Montagnana.
Alla fine della mattinata sono state 35 le auto fermate e controllate e in due casi è scattata la denuncia. Il primo a essere sanzionato è stato Mohamed, un operaio di Ospedaletto Euganeo che lavora in un’azienda di Este («ecco la busta paga!» , mostra agli agenti) ma che al momento è in malattia: intorno a mezzogiorno aveva una visita all’ospedale di Montagnana («ecco la carta della prenotazione!» , mostra agli agenti), ma prima aveva ben pensato di passare per un saluto ai colleghi. Qui non c’è carta che tenga e per Mohamed scatta la denuncia e di conseguenza anche l’ammenda da 206 euro. Una signora, sempre di Ospedaletto Euganeo, se la cava per un pelo: prima dice che doveva portare il cane a fare una passeggiata («la passeggiata può farla anche nel suo quartiere», la redarguisce il vigile) poi aggiunge che stava andando a fare la spesa («la prossima volta la faccia nel supermercato del paese», incalza l’agente).
Un altro automobilista si ferma volontariamente per chiedere un’informazione: «Posso andare a Vo’?» . «A far che?» , chiede l’agente. «Devo andare a prendere il vino!» . Niente da fare, invito all’inversione: il vino non è una necessità, anche se può essere buona compagnia nelle prossime tre settimane. La casistica è davvero varia. Un imprenditore ha appena acquistato un locale appena al di là del confine atestino, spiega che sta andando a visionare l’ambiente per dei lavori ma di fatto si risponde da solo: «A che serve che lo apra in questi giorni? Lo tengo chiuso e ne riparleremo tra un mese!». Serve buon senso, sia da una parte che dall’altra, e serve anche qualche chiaro esempio: 206 euro di multa (anche senza considerare la questione più importante, il rispetto della salute pubblica) valgono davvero più di pochi euro risparmiati nel supermercato.