Coronavirus, il 7 settembre prima somministrazione del vaccino del Veneto a tre volontari

L'annuncio del via alla sperimentazione dato dal rettore Nocini e dal presidente Zaia. In totale ci saranno 70 volontari. Sul fronte delle terapie "ottimi risultati con un cocktail con un farmaco per la cura dell'artrite reumatoide"
Zaia e Nocini
Zaia e Nocini

VERONA. Coronavirus, il 7 settembre ci sarà la prima somministrazione del vaccino del Veneto a tre volontari. Si tratta del vaccino Grad-CoV2 su cui ha lavorato in questi mesi l'Università di Verona, in collaborazione con l'Istituto Spallanzani. L'annuncio del via della sperimentazione sull'uomo è stato dato in mattinata dal rettore dell'ateneo scaligero, Pier Francesco Nocini, nel corso di una conferenza stampa con il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il sindaco di Verona Federico Sboarina. 

In tutto sono stati selezionati 70 volontari. La sperimentazione si svolgerà a Verona. La prima inoculazione avverrà all'ospedale di Borgo Roma. Il rettore ha anticipato che il vaccino sta dando un «ottimo risultato immunitario e un ottimo profilo di sicurezza».

Il vaccino, realizzato e brevettato dalla italiana ReiThera, ha superato i test pre-clinici sia in vitro che in vivo su modelli animali, che hanno evidenziato la forte risposta immunitaria indotta e il buon profilo di sicurezza, ottenendo l'approvazione alla fase 1 della sperimentazione sull'uomo da parte di Istituto Superiore di Sanità, Agenzia Italiana del Farmaco e Comitato Etico Nazionale.

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C'è poi il fronte delle terapie che sta dando ottimi riscontri. «Abbiamo messo a punto una terapia che ha dato risultati eccezionali nel lotta al coronavirus», ha detto il rettore dell'Università di Verona -. «Questa ricerca - ha aggiunto Nocini - viene pubblicata oggi a New York. Si tratta di un cocktail con un farmaco impiegato per la cura dell'artrite reumatoide utilizzato assieme ad altri farmaci. La sperimentazione è stata testata su 80 pazienti e si è registrato un solo decesso; su 50 malati sui quali non è stato usato il cocktail invece ci sono stati 26 decessi» ha spiegato.

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«Nella sperimentazione - ha concluso - sono stati coinvolti l'Immunologia e la Clinica Medica dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona con la Casa di Cura Pederzoli di Peschiera del Garda».

Zaia ha anche polemizzato con il governo per la prima gestione della pandemia, a fine febbraio primi di marzo. Le linee guida sulla base delle quali vengono conteggiati i decessi di pazienti Covid secondo il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, sono «discutibili». «Ci dicono che un paziente che diventa positivo è un paziente Covid, anche se è in ospedale come leucemico o malato terminale - spiega nel corso di una conferenza stampa a Verona - abbiamo avuto un paziente la scorsa settimana colpito da infarto ma positivo, conteggiato quindi poi come decesso Covid. È una scelta imposta da linee guida, discutibili, contestate da me da febbraio».
Il governatore è poi tornato sulla necessità di distinguere tra pazienti deceduti «con Covid» e pazienti deceduti «per Covid».

 

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