Ovs in campo per la sostenibilità con il recupero dei rifiuti tessili

Unica azienda italiana che ha aderito alla Circular Fashion Partnership 

IL PROGETTO

Ovs scommettere sulla sostenibilità e sceglie di aderire, unica azienda italiana tra i 30 colossi internazionali della moda coinvolti, all’ultimo progetto di Global Fashion Agenda, finalizzato all’abbattimento dei rifiuti tessili in Bangladesh.

Il paese asiatico è infatti uno tra i principali paesi produttori dell’abbigliamento, dove ogni anno si accumulano più di 400.000 tonnellate di scarti della lavorazione del settore. Il progetto, pensato per essere replicato anche in paesi come Vietnam e Indonesia, punta a creare una transizione verso un sistema di moda circolare e a ridurre le conseguenze dell’accumulo di stock nei paesi esportatori a causa della pandemia.

Già da alcune settimane Ovs ha coinvolto alcuni fornitori chiave per la raccolta degli scarti tessili che saranno trasformati in filati e tessuti per le prossime collezioni. L’utilizzo di materiali riciclati consente infatti di abbattere gli impatti della produzione ed elimina la necessità di nuovi processi di tintura, grazie all’utilizzo di scarti già colorati. Per l’azienda guidata da Stefano Beraldo si tratta in effetti della prosecuzione di una sfida iniziata già nel 2017, in occasione del del Copenhagen Fashion Summit quando Ovs aveva abbracciato, assieme ad altre 85 imprese internazionali (nessuna delle quali italiana) l’iniziativa del Circular Fashion System Commitment.

Un impegno che il “Report 2020 Circular Fashion System Commitment” pubblicato alla fine dell’anno scorso riconosce tra le 10 migliori pratiche internazionali di sostenibilità in questo settore con il progetto EcoValore sviluppato in collaborazione con l’Università di Padova. «Crediamo che essere trasparenti agli occhi del consumatore sia uno step fondamentale nel lungo percorso verso la sostenibilità che Ovs ha intrapreso da tempo» aveva detto in proposito Stefano Beraldo, amministratore delegato di Ovs Spa. —



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