Precipitano per cento metri, morti due alpinisti ventenni sul Monte Pasubio

L'incidente nella tarda mattinata di domenica 14 giugno nella zona dello Sojo d'Uderle nel Vicentino. Le vittime sono un uomo e una donna rispettivamente di 26 e 25 anni. Una terza persona bloccata in parete e recuperata dall’elisoccorso

Un intervento dell'elisoccorso in montagna (foto di archivio)
Un intervento dell'elisoccorso in montagna (foto di archivio)

 

La montagna simbolo della Grande guerra è ancora una volta teatro di morte. E ancora una volta si parla di giovani e di famiglie distrutte. Due ragazzi hanno perso la vita nella mattinata di domenica, intorno alle 11.30, dopo essere precipitati da una parete del massiccio montuoso del Pasubio, nel Vicentino. Avevano 26 anni Giosuè Baldissera, residente a Vicenza,vigile del fuoco, e 24 anni Sofia Dalle Nogare, residente a Schio, nel cui territorio comunale è compreso il versante veneto del Pasubio.

Un volo nel vuoto di oltre un centinaio di metri, un morte terribile per due giovani appassionati della montagna che si stavano arrampicando sullo Spigolo Boschetti-Zaltron nella zona del Soglio d’Uderle. Con loro, in cordata, c’era anche un terzo scalatore che è rimasto incrodato e appeso alla parete.

I soccorsi

Le operazioni di soccorso si sono rilevate subito difficili a causa della nebbia che ha avvolto la montagna. Soccorso, il terzo componente della cordata che è stato poi ricoverato in ospedale in stato di shock. A intervenire sul luogo della tragedia il Soccorso alpino di Schio, insieme al tecnico di elisoccorso e al medico dell’elicottero di Trento. Quando i soccorritori hanno raggiunto i due giovani non hanno potuto fare altro che constatarne la morte.

La caduta

Le dinamiche che hanno portato alla tragedia sono ancora in corso di chiarimento. L’allarme è stato lanciato da alcune persone impegnate in un’altra cordata. Lo Spigolo Boschetti-Zaltron e, in generale il Soglio d’Uderle, sono considerati dagli scalatori tra le vie più belle delle Prealpi Vicentine. Belle e al contempo difficili. L’arrampicata sulla parete parte da una difficoltà del V grado su una scala che giunge fino a XI, e in alcune parti della scalata può arrivare anche a VI +. Non solo.

Pur considerata una roccia sicura il percorso può essere insidioso a causa della presenza di zolle di erba. Inoltre gli scalatori devono fare i conti con i capricci del Pasubio, i cui cambiamenti meteo sono pressoché imprevedibili e molto veloci. L’itinerario che parte da mille metri e si sviluppa in altezza per oltre 500 metri, non solo non è da affrontare a cuor leggero ma è cosa da esperti.

La sommità

I tre ragazzi non sono transitati per il Rifugio Papa, il punto d’approdo delle salite tradizionale sulla cima, e dal quale transitano durante la stagione estiva migliaia di persone.

D’altra parte, sviluppandosi su una parete strapiombante e rivolta a sudest, per iniziare l’arrampicata sullo Spigolo Boschetti-Zaltron non solo non è necessario transitare per il Rifugio, ma è impossibile la visuale diretta in quella direzione. Così come dal Rifugio è impossibile vedere lo Spigolo.

Da quanto si apprende, chi era presente in quelle ore al Rifugio Papa prima ha sentito solo il rumore dell’elicottero dei soccorsi, poi ha visto passare nel cielo il mezzo di soccorso.

La sindaca di Schio, Cristina Marigo, parla di «una tragedia terribile. E la giovanissima età delle vittime rende tutto più incomprensibile. «Finché non sapremo la dinamica esatta dell’accaduto», continua Marigo, «qualsiasi considerazione è difficile. Ma ciò che mi sento di dire è che le persone che abitano nell’Alto Vicentino, che frequentano la montagna, sono persone preparate. Andare sulle rocce, passeggiare in montagna, tra i boschi, tra le valli, appartiene alla cultura e alla tradizione delle famiglie che qui abitano. E in questa cultura e in queste tradizioni sono compresi anche i giovani».

I precedenti

Il massiccio del Pasubio, con sommità che superano i 1900 metri sul livello del mare, periodicamente è purtroppo anche luogo di tragedie.

Nel 2019 un 68enne morì in un incidente, cadendo da un dirupo per 120 metri, percorrendo la Strada delle 52 Gallerie (costruita durante la prima guerra mondiale e molto frequentata da turisti e appassionati).

Nel 2009 a causa di una valanga morì un sessantenne che con alcuni amici stava percorrendo la Strada degli Eroi, altro itinerario molto frequentato dai turisti .

Qualche anno prima, nel 2007, durante una cordata sul Gran Solco sul Soglio Rosso, altra vetta del massiccio del Pasubio, a perdere la vita fu un quarantaseienne vicentino.

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