Appalti truccati, sette arresti a Verona

La Gdf fa scattare le manette ai vertici del Cev, il consorzio di Verona che vende gas ed energia a 1100 Comuni
Appalti truccati per oltre 1 miliardo di euro nelle forniture di gas ed energia elettrica agli Enti pubblici: li ha scoperti la Guardia di Finanza di Verona che ha arrestato 7 persone tra imprenditori del settore energetico e professionisti, 27 gennaio 2016. ANSA / US GDF - FRAME DA VIDEO +++ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING+++
Appalti truccati per oltre 1 miliardo di euro nelle forniture di gas ed energia elettrica agli Enti pubblici: li ha scoperti la Guardia di Finanza di Verona che ha arrestato 7 persone tra imprenditori del settore energetico e professionisti, 27 gennaio 2016. ANSA / US GDF - FRAME DA VIDEO +++ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING+++

VERONA. Nuovo scandalo degli appalti truccati in Veneto: sono scattati sette arresti e nel mirino della Procura veronese sono finite le forniture di gas ed energia vendute a 1.100 comuni, per un giro di affari che si aggira su un miliardo di euro. A mettere sotto controllo la gestione del Consorzio Energia Veneto (Cev), un carrozzone delle partecipate pubbliche creato da ex politici cresciuti nella prima repubblica ai tempi della Dc, è stato Raffaele Cantone, che guida l’Autorità anticorruzione: in pochi mesi, prima ha cambiato il management di Expo Milano travolto dagli scandali di Frigerio e Maltauro, poi ha nominato tre commissari al Consorzio Venezia Nuova per il dopo Mazzacurati e infine ha alzato il velo sui contratti truccati del Cev, tanto per restare ai fatti di casa. Insomma, Raffaele Cantone sa dove mettere le mani e l’8 novembre scorso il nostro giornale aveva raccontato che il presidente dell’Anticorruzione aveva sospeso il Cev dai gruppi di acquisto di beni e servizi per «il palese conflitto d’interessi».

Due mesi dopo il blitz. Lo scandalo veronese porta dritto alla politica perché nasce dalla fornitura agli enti pubblici associati di energia e gas con notevoli riduzioni di spesa, ma in realtà a guadagnare dall'affare erano soprattutto i vertici del Consorzio Energia Veneto con base a Verona. Svestiti i panni dei manager indossavano quelli degli imprenditori, accaparrandosi senza difficoltà gare per un totale di oltre 1 miliardo di euro.

Lo ha scoperto la Guardia di Finanza che ha eseguito sette misure cautelari, contestando i reati di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta e del procedimento di scelta del contraente e falsità materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale. Vittime inconsapevoli del raggiro sono circa 1.100 enti, in gran parte comuni medio-piccoli, che avevano scelto il Cev, «il più grande gruppo d'acquisto d'Italia» come recita la pubblicità del sito, convinti di poter risparmiare sulle bollette.

Nel mirino dell'operazione «Aurora» delle fiamme gialle sono finiti, in particolare, tre bandi di gara, due del valore di 600 milioni ciascuno e uno di 100 milioni. Oltre a garantire l'acquisto di energia, il Cev si occupa della messa in efficienza di edifici e di impianti di illuminazione pubblica e generazione di calore.

Tra le cinque persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari figura il direttore, Gaetano Zoccatelli, 69 anni, di Villafranca (Verona), la vera men te del business. È presidente della Vittoria srl, a capo di altre due società, Global Service e Global Power, che risultano vincitrici degli appalti che sarebbero stati truccati. Volto molto noto nella Dc di Verona, prima che si addensassero sulla sua testa le nubi dell'inchiesta Zoccatelli amava ripetere negli incontri pubblici che «la mission del Cev è la massima efficienza di gestione dei clienti».

Gli altri arrestati sono Luciano Zerbaro, 71 anni, vicentino, del collegio sindacale della Global Service, ma con un ruolo anche al Cev; Marco Libanora, commercialista, 51 ani, originario di Vicenza ma residente a San Pietro in Cariano (Verona); Francesco Monici e Alessio Righetti, avvocati veronesi dello studio MR, entrambi di 34 anni, i quali preparavano le gare d'appalto. L'obbligo di dimora è stata applicata infine a Flavio Bertoldi, 64 anni, udinese, consigliere del Cev e commissario nelle gare d'appalto e Luca Riboli, 36 anni, di Verona, commissario nelle tre gare nel mirino degli investigatori. (r.r.)

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