Audi gialla: molte segnalazioni ma dei tre in fuga non c’è più traccia

MESTRE. Tante segnalazioni, ma ancora nessuna conferma ufficiale. Mentre su Facebook si moltiplicano i gruppi per le segnalazioni e lo scambio di informazioni non c’è ancora una traccia tangibile - una foto o un fotogramma di qualche telecamera - che certifichi il passaggio dell’auto lungo le strade del Nordest nelle ultime ore. A bordo ci sono tre ragazzi, tra i venti e i trent’anni, secondo fonti investigative originari dell’Europa dell’Est. Secondo alcune fonti qualificate uno dei tre a bordo dell’auto sarebbe stato identificato, ma non vi sono al momento conferme ufficiali.
Ecco perché polizia e carabinieri invitano alla massima cautela nell’additare presunti responsabili, come sta avvenendo in questi giorni sui social network, in particolare Facebook, dove circolano foto dei tre presunti ladri, nei confronti dei quali al momento potrebbero essere mosse le sole accuse di ricettazione - sono a bordo di un’auto rubata Milano Malpensa il 26 dicembre, ma non c’è prova che siano stati loro - e guida pericolosa.
Sempre che sia possibile provare il fatto che c’erano proprio loro tre a bordo dell’auto quando sono stati forzati i posti di blocco - ad esempio al casello di Treviso Nord - o quando l’Audi, dopo un’ inversione a U sul Passante di Mestre (A4) ha percorso cinque chilometri contromano, uscendo abbattendo la sbarra al casello di Spinea.
Le ultime immagini del bolide giallo capace - tolti i fermi al motore - di sfiorare i 300 chilometri all’ora risalgono proprio alla folle fuga della notte tra giovedì e venerdì quando, novanta secondi dopo aver incrociato contromano l’auto dei banditi, una donna russa era andata a sbattere contro una colonna di mezzi fermi perdendo la vita.
Le segnalazioni degli ultimi giorni sono arrivate da Treviso, Vicenza - è in quest’area che potrebbero avere la loro base operativa - il Montello, la strada del Terraglio. Le forze dell’ordine del Nordest si stanno coordinando da giorni per lo scambio di informazioni, e per cercare di separare il miglio dal grano di una vicenda che, anche per la velocità con la quale ci si scambiano le informazioni, si sta trasformando in una psicosi collettiva. (f.fur.)
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