I nomi di 18 mila bimbi morti in guerra scritti sul tappeto della chiesa
Il Sudario in mostra al monastero di Marango, vicino a Caorle. I nomi sono quelli dei piccoli israeliani e palestinesi deceduti dal 7 ottobre 2023. Don Giorgio Scatto, guida della comunità monastica: «Una generazione cancellata nell’indifferenza internazionale»

Prolungata fino al prossimo 15 marzo la mostra del Sudario che mette in evidenza oltre 18mila nomi e l’età dei bambini - israeliani e palestinesi - tragicamente morti in Medio Oriente durante la guerra Israele –Hamas iniziata il 7 ottobre 2023. Per essere precisi sono 18457 sulla base di fonti israeliane e palestinesi, cifre pubblicate anche sull'autorevole quotidiano Haaretz.
È un lenzuolo lunghissimo, in parte arrotolato, che si trova al Monastero di Marango, in Comune di Caorle. La comunità monastica guidata da don Giorgio Scatto ha voluto questo lenzuolo per riflettere sulla grande strage, levando in alto, più di altri, la voce dei cattolici che si oppongono alla conflittualità attuale e si battono per la pace.
Il Sudario di Marango indica i nomi dei bambini israeliani e dei bambini palestinesi uccisi nell’ultimo conflitto. «Vogliamo solo far capire che questa maledetta guerra ha cancellato un’intera generazione, tra l’indifferenza internazionale – ha spiegato don Giorgio Scatto – ogni fedele può entrare nella nostra chiesa e acquisire la consapevolezza dell’assurdità di questa guerra e di tutti i conflitti. Leggendo quei nomi. I bambini, i più innocenti, sono caduti per un evento bellico assurdo ordito dagli adulti».
Don Giorgio Scatto non sta né da una parte né dall’altra. Si colloca, umanamente, dalla parte dei bambini e di quelle famiglie che non hanno più nulla: solo macerie.
Leggendo i nomi sul lenzuolo colpiscono l’età della maggior parte dei bimbi caduti, inferiore ai 10 anni; e su alcuni la scritta “soli pochi mesi”.
Un triste Sudario dove, come nella guerra dell’ex Jugoslavia, si riflettono le colpe dell’Occidente moderno, che non è stato in grado di impedire la mattanza dei bambini. Dal 15 marzo prossimo la mostra verrà trasferita a Reggio Emilia.
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