Baretta: crisi da coronavirus, per la prima volta la cassa integrazione sarà applicata al turismo
Il sottosegretario all'Economia anticipa il provvedimento che verrà adottato per fare fronte all'emergenza sociale del settore

Il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta in aula della Camera durante votazioni pregiudiziali su decreto legge recante interventi urgenti per assicurare la parita' di trattamento nel settore creditizio, Roma 27 giugno 2017. ANSA/GIUSEPPE LAMI
PADOVA. Sottosegretario Pier Paolo Baretta, il Veneto lancia un grido d’aiuto al governo Conte e invoca provvedimenti coraggiosi: come pensate di rassicurare le categorie economiche che sono assai preoccupate?
«Il governo non ha mai sottovalutato l’emergenza coronavirus e ha adottato tutti i provvedimenti disposti dalle massime autorità sanitarie del Paese. Ora si tratta di evitare il panico ed ogni forma di esasperazione, che alimentano la paura ingiustificata».
La questione che tiene banco è l’ordinanza per il contenimento del contagio. L’unica “Zona Rossa” indicata dal governo è quella di Vo’, ma le categorie economiche chiedono che i benefici fiscalivengano estesi a tutto il Veneto: si può fare?
«Le due Zone Rosse sono state indicate con un decreto del Presidente del consiglio dei ministri e oggi l’Agenzia delle Entate le ha ulteriormemente allargate e definite nei dettagli. Si tratta di 11 comuni. Quello di Vo’ nel Padovano e gli altri 10 nel Lodigiano in Lombardia, le due aree di contagio più gravi in Italia. La Zona Rssa potrà godere subito di tutte le egevolazioni di emergenza già indicate, poi si procederà per gradi e non sull’onda della spinta emotiva. Ogni problema troverà una risposta immediata e adeguata».
Il turismo è in ginocchio, a Venezia dopo l’acqua alta di novembre si è abbattuto l’incubo dell’influenza cinese: come pensate di intervenire?
«Il governo intende partire della situazioni più esposte, dalle emergenze più drammatiche: è chiaro che dopo la sospensione dei pagamenti di tutti i tipi nella Zona Rossa, si tratta di dare una risposta alla crisi drammatica del turismo. Su questo tutti sono d’accordo, poi affronteremo anche le questioni dell’industria, della logistica e del commercio, ma bisogna partire dal turismo, che è la priorità delle priorità».
Con quali provvedimenti concreti?
«Verrà introdotta per la prima volta la cassa integrazione ai lavoratori del turismo. Oggi una grande catena internazionale licenzia il personale quando vuole, a Venezia come a Milano e Bologna. E nei piccoli hotel è ancora più frequente. Si tratta di micro-aziende senza ammortizzatori sociali. Il governo deve quindi introdurre la Cassa integrazione e poi valutare quale forma di indennizzo e sostegno applicare: si va dalla sospensione dei pagamenti al fisco, ai mutui congelati. Ci può essere un credito d’imposta e i tecnici del Mef sono al lavoro per varare la formula. Continueremo a monitorare la crisi, con la speranza che possa rientrare in tempi rapidi».
La Cig è una novità assoluta: come verrà applicata?
«Certo. Per la prima volta anche i dipendenti degli alberghi non verranno licenziati tout court. Siamo di fronte a una svolta assoluta, che dà l’idea della gravità della crisi e della volontà del governo di affrontarla con tutti gli strumenti di protezione sociale. Nelle prossime ore adotteremo tutti i provvedimenti legislativi con le relative coperture di cassa. Ovviamente dovrà partire la ricognizione sul territorio, con la mappatura precisa dell’emergenza. Non solo il Veneto, che è la regione leader in Italia per il turismo. Ma anche a Milano hanno annullato e rinviato molti grandi eventi internazionali».
Non soffre solo il turismo, anche altri settori invocano aiuti immediati.
«Vero. Ma è giusto fare un passo alla volta: Zona Rossa esentasse, Cig per il turismo in ginocchio. Poi toccherà all’industria e all’agricoltura con un provvedimento ad hoc, in base alle crisi che si manifesteranno». —
Argomenti:coronavirus veneto
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