Book Week a Trebaseleghe: Luna, Aresu, Costa, Martin, Ballarini e Rosso

Il 13 e 14 marzo 2026 tornano gli incontri con gli autori, per la rassegna organizzata dalle Librerie ItalyPost insieme a il mattino di Padova e al Comune di Trebaseleghe, con il sostegno di Grafica Veneta

Silvia Bergamin

Per due giorni Trebaseleghe si trasforma in una piccola capitale della discussione culturale. Il 13 e 14 marzo torna la Book Week, rassegna letteraria che per il quarto anno porta nell’Alta padovana autori, studiosi e divulgatori tra i più presenti nel dibattito pubblico italiano.

L’iniziativa, promossa dalle Librerie ItalyPost insieme a il mattino di Padova e al Comune di Trebaseleghe, con il sostegno di Grafica Veneta, conferma una formula semplice ma efficace: incontri con gli autori, dialoghi con giornalisti e spazio alle domande del pubblico. L’Auditorium comunale diventa così un luogo di confronto aperto, dove libri molto diversi tra loro diventano il punto di partenza per discutere di tecnologia, geopolitica, lavoro, scienza e salute.

La rete e il potere globale

Ad aprire la rassegna, venerdì alle 18, sarà il giornalista e divulgatore Riccardo Luna con “Qualcosa è andato storto”. Il libro ripercorre la parabola di Internet: da promessa di libertà e partecipazione a spazio sempre più segnato da disinformazione, polarizzazione e manipolazione.

Luna propone una riflessione sul rapporto tra tecnologia e democrazia, interrogandosi su come recuperare lo spirito originario della rete. Subito dopo, alle 21, sarà la volta di Alessandro Aresu, tra i più ascoltati analisti italiani di geopolitica. Nel suo saggio “La Cina ha vinto” affronta uno dei nodi più discussi della politica internazionale: l’ascesa di Pechino come potenza economica e strategica. Non una provocazione, ma l’invito a guardare con realismo agli equilibri globali e alle difficoltà dell’Occidente nel ridefinire il proprio ruolo.

Il lavoro che cambia

La seconda giornata si apre alle 11.30 con uno sguardo rivolto alla dimensione più concreta della vita sociale: il lavoro. Giovanni Costa presenterà “Provate voi a lavorare”, un libro che affronta le trasformazioni del mercato contemporaneo, tra innovazione tecnologica, precarietà e nuovi modelli organizzativi. Il dialogo con Luca Marcolin cercherà di mettere a fuoco una domanda che attraversa molte generazioni: che cosa significa oggi lavorare, e quali competenze servono per restare dentro un sistema in continua evoluzione.

Scienza e comunicazione

Nel pomeriggio, alle 16.30, spazio alla divulgazione scientifica con Piero Martin, fisico dell’Università di Padova. Il suo libro “Questo è quanto” prova a raccontare la fisica contemporanea senza semplificazioni eccessive ma con un linguaggio accessibile. L’obiettivo non è soltanto spiegare concetti complessi, ma restituire il senso della ricerca scientifica: un percorso fatto di domande, tentativi e scoperte che cambiano il modo in cui interpretiamo il mondo.

La serata proseguirà alle 18 con Marco Ballarini, sindaco di Corbetta diventato noto per il suo uso dei social. In “Il sindaco di TikTok” racconta come piattaforme spesso associate all’intrattenimento possano diventare strumenti di comunicazione istituzionale. Il tema, più ampio, riguarda il rapporto tra politica e nuovi linguaggi digitali: come cambiano il dialogo con i cittadini e la percezione delle istituzioni.

Salute e stile di vita

A chiudere la Book Week, alle 21, sarà lo psichiatra Valerio Rosso con “Lifestyle Medicine”. Il libro affronta una questione sempre più centrale nella medicina contemporanea: la prevenzione attraverso lo stile di vita. Alimentazione, sonno, attività fisica e gestione dello stress diventano fattori decisivi per ridurre il rischio di molte malattie croniche. 

Il programma trasversale e vincente, di Fabrizio Brancoli

Se qualcuno avesse bisogno di una prova dell’ecletticità delle Book Week, e in particolare di questa di Trebaseleghe, eccomi qui: la prova sono proprio io. In tre anni, sul palco dell’auditorium di via Don Orione, a due passi da quella bellissima chiesa, ho intervistato un giallista specializzato in crime, uno scrittore di romanzi storici, il commissario tecnico della nazionale di pallavolo (poi campione del mondo, quindi si sappia che porto fortuna) e ora mi accingo a immergermi nella fisica quantistica – potete immaginare con quale competenza, ma certo con grande curiosità – per dialogare con un bravissimo scienziato e divulgatore.

Ecco, a me pare la rappresentazione plastica di quanto siano trasversali e vincenti questi programmi che ogni anno portano al microfono autori e autrici di libri tanto diversi quanto interessanti. C’è un clima molto rilassato, alle presentazioni di questo breve e intenso ciclo editoriale: un’atmosfera friendly, come si direbbe se non esistesse un aggettivo italiano, che si chiama “amichevole”, e rende ancora meglio l’idea. Il contesto che ti fa sentire tra amici senza perdere un grammo di peso specifico nella qualità degli incontri e nei profili degli ospiti.

Leggiamo per capire, per conoscere, per relazionarci meglio con il mondo. Incontriamo gli autori perché ci confrontiamo con le loro intenzioni, con i desideri della loro scrittura, con le testi che sostengono e i segreti che ci svelano. Una Book Week è questo, in modo semplice ed efficace. Teniamoci stretta questa capacità di interrogare la realtà e la conoscenza. 

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