Caos Poste Italiane in Veneto: 15 mila raccomandate scadute e atti giudiziari bloccati
Il sistema di recapito è in crisi: ritardi cronici, uffici chiusi o con orari ridotti e migliaia di documenti fermi. Slc Cgil denuncia giacenze che superano le dieci settimane: «Non è più un’emergenza, ma un fallimento strutturale che danneggia cittadini, imprese e pubblica amministrazione»

In tutto il Veneto continuano i disservizi causati da Poste italiane, soprattutto per i ritardi nella consegna della corrispondenza, ma anche per le chiusure di uffici postali e la riduzione degli orari di apertura al pubblico.
Ad oggi in Veneto ci sono 15.000 raccomandate scadute e circa 2000 atti giudiziari fermi, a cui si aggiungono i modelli di avviso ricevimento degli atti giudiziari e centinaia di oggetti non tracciati, con picchi di oltre 10 settimane di giacenza presso le sedi di recapito.
«Per quanto riguarda i ritardi nelle consegne, non siamo più di fronte a episodi isolati, ma a un vero e proprio fallimento del sistema», dichiara Marco D'Auria, segretario regionale Slc Cgil Veneto. «Il quadro regionale è allarmante: dal Bellunese, dove è stato presentato un esposto ai carabinieri per corrispondenza abbandonata all'esterno degli uffici, allo scandalo delle cartelle esattoriali a Treviso; dallo sfogo corale dei sindaci nel Veneziano fino alle proteste dei professionisti nel Vicentino. È necessario avere una visione d’insieme: il disservizio è diventato sistema e sta danneggiando cittadini, imprese e la stessa pubblica amministrazione».
“Vogliamo ringraziare tutti coloro che, a vari livelli, si stanno adoperando per mantenere accesi i riflettori su questo tema critico», continua D’Auria, «come il consigliere Jonatan Montanariello che, insieme a Vanessa Camani del PD, già nella precedente legislatura aveva denunciato i disservizi di Poste Italiane, portando avanti un’azione costante che prosegue con vigore anche oggi. A questo impegno si sono aggiunte figure di diversi schieramenti, come la consigliera Roberta Vianello della Lega e il parlamentare Enrico Cappelletti del Movimento 5 Stelle. E recentemente sulla questione è intervenuta anche la Consigliera della Lega Stefania Martini. Questa convergenza di forze, a cui si unisce la voce di una miriade di Sindaci, associazioni di categoria e professionisti del territorio, dimostra come la battaglia per un servizio postale dignitoso sia assolutamente trasversale».
In vista dei prossimi passaggi istituzionali, la Slc Cgil Veneto si dichiara disponibile a partecipare a tavoli tecnici per dare il proprio contributo ma rivendica la necessità di un coinvolgimento più ampio delle parti sociali, delle associazioni e corpi intermedi che hanno lamentato i disservizi, per una strategia condivisa che vada a tutelare il territorio passando per servizi pubblici efficienti.
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