L’abbraccio tra il padre della ciclista ferita e l’anestesista che l’ha salvata
Nella sede della direzione generale dell’Usl 2 l’incontro tra Andrea Miglioranza, padre di Elena, e la dottoressa Silvia Orazio che domenica 19 luglio è intervenuta per prima a Nervesa, assieme al marito infermiere, dopo l’incidente alla giovane ciclista di Portogruaro. Mercoledì l’atleta è stata estubata e ha detto le prime parole

Elena Miglioranza - nella mattinata di mercoledì 22 luglio - è stata estubata e ha detto le prime parole ai genitori dopo la grave caduta di domenica 19 luglio a Bavaria, nella fasi finali del Trofeo Pavan, campionato regionale Allieve con epilogo ad Arcade.
La 16enne ciclista di Portogruaro e della società Sorgente Pradipozzo resta ricoverata in Rianimazione al Ca' Foncello, ha riportato un trauma cranico severo e fratture vertebrali che non necessitano, al momento, di intervento chirurgico.
«Siamo cauti nello sciogliere la prognosi, avendo la ragazza riportato un trauma importante. Siamo ottimisti per un decorso positivo», spiega Luigi Polesello, direttore facente funzione della Rianimazione del Ca' Foncello.
«Poche parole, gesticolava soprattutto, era infastidita per la situazione. Le ho detto “Porta pazienza”», racconta Andrea Miglioranza, padre di Elena e presidente della società Sorgente Pradipozzo. L'incontro con la stampa a Villa Carisi, nella sede della direzione generale dell’Usl 2 di Treviso, permette anzitutto l'abbraccio fra il padre della ragazza e Silvia Orazio, medico anestestista e rianimatore, da cinque anni responsabile della centrale operativa 118 di Treviso.
Abitando a meno di 100 metri dal luogo dell'incidente, Orazio si è fondata in strada con il marito infermiere Emanuele De Marchi (lavora al servizio professioni sanitarie del distretto di Asolo).

«Ringrazio tutti per l'affetto, ma non ho salvato io Elena», esordisce il medico anestesista, «Se è stata salvata, l'ha fatto tutto il sistema 118. Il nostro è un lavoro di squadra, la catena del soccorso ha funzionato alla perfezione. Io ho avuto solo fortuna nel trovarmi al posto giusto nel momento giusto, ho messo al servizio di Elena la mia esperienza professionale. C'erano già i soccorritori al seguito della corsa che sono stati bravissimi. Poi sono arrivate ambulanza e automedica da Montebelluna, l'elisoccorso. Con la mia presenza, sono stati guadagnati 20 minuti preziosi. La ragazza non era cosciente, respirava male e aveva una saturazione bassa. Mio marito, infermiere, ha reperito un accesso venoso e infuso liquidi per alzare la pressione».
Papà Andrea Miglioranza è commosso: «Avevo lasciato Elena domenica alla partenza della gara, l'ultima cosa che immaginavo era vederla in ospedale. Le notizie sono sempre state incoraggianti, anche l'ultima risonanza magnetica ci ha dato serenità. E ora ci sono state anche le prime parole: un passo avanti. Il medico Silvia? Un angelo».
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