Mose, nuovo studio dell’università di Padova: il 30 per cento delle chiusure poteva essere evitato
La ricerca pubblicata su Nature Water analizza 69 eventi di attivazione del Mose tra il 2020 e il 2023: una gestione più selettiva avrebbe ridotto durata e numero delle chiusure mantenendo la Laguna protetta dall’acqua alta

Numero e durata delle chiusure del Mose, il sistema che protegge Venezia e gli altri centri urbani lagunari dagli eventi di acqua alta, possono essere ridotti senza compromettere l'efficacia della protezione. I risultati di uno studio coordinato dal Dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova assieme all'Università di Southampton dimostrano che, nel 30% dei casi, una gestione 'adattiva' avrebbe evitato la chiusura garantendo comunque la sicurezza della Laguna.
La ricerca pubblicata su Nature Water valuta quindi se sia possibile ridurre questi effetti attraverso una gestione più selettiva del Mose. I ricercatori hanno ricostruito mediante modellazione numerica tutti i 69 eventi di chiusura del Mose tra il 2020 e il 2023, simulando la propagazione della marea, le correnti lagunari e gli effetti del vento. "Abbiamo confrontato tre scenari: la Laguna con le bocche di porto sempre aperte, la gestione del Mose adottata e una strategia alternativa e ottimizzata, denominata AThos - dice Alessandro Michielotto, primo autore dello studio -, che mira a ridurre il numero e la durata delle chiusure, mantenendo comunque i livelli dell'acqua al di sotto delle soglie di sicurezza".
Con l'attuale strategia di gestione, spiega la ricerca, la superficie di barena allagata si riduce mediamente del 27,5% rispetto allo scenario con le bocche aperte. Durante alcuni eventi, la riduzione supera il 75%, a seconda del momento in cui vengono sollevate le barriere e delle condizioni del vento.
Anche la profondità media dell'acqua sulle barene cala, in media, di circa il 45%. "I risultati mostrano - chiarisce Alvise Finotello, ricercatore a Geoscienze - che la strategia adottata nei primi anni del Mose è stata molto cautelativa e orientata alla prevenzione degli allagamenti. Le simulazioni indicano che la durata totale annuale delle chiusure è stata, in media, più che doppia rispetto a quella strettamente necessaria per garantire la protezione urbana. Una strategia come AThos, applicata retrospettivamente agli eventi del 2020-2023 e pertanto non soggetta alle incertezze di una gestione basata sulle previsioni meteo, evidenzia che sarebbe stato possibile evitare circa il 30% delle chiusure - rileva Luca Carniello, professore al Dipartimento Icea -. Con AThos la riduzione della superficie di barena allagata sarebbe passata dal 27,5% al 2,9%".
"La sfida - conclude D'Alpaos - non sarà solo sollevare le barriere ogni volta che le previsioni indicano il possibile superamento delle soglie di allagamento, bensì individuare quando la chiusura è realmente necessaria e limitarne la durata al tempo indispensabile".
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