Ecco la cimice a macchie gialle: «Prima volta in Italia, è dannosa»
Individuata per la prima volta in Italia la cimice a macchie gialle. L’esperto Enzo Moretto lancia l’allarme: insetto invasivo e pericoloso per frutteti e colture

Il nome non è dei più simpatici: cimice puzzolente a macchie gialle. E, stando alla prima accoglienza, l’insetto non deve stare simpatico neppure agli entomologi e agli esperti di settore. Per la prima volta in Italia è stata segnalata la presenza della Erthesina fullo, nota anche come cimice maculata gialla orientale.
«Non proprio una buona notizia», conferma Enzo Moretto, naturalista, direttore di Esapolis e fondatore della Butterfly Arc, il primo a fare l’incontro ufficiale con l’insetto, poco meno di una settimana fa. «L’ho trovata in parcheggio, accanto alla mia macchina: è una specie mai vista in Italia», conferma l’esperto. Che sottolinea la gravità dell’esperienza: «Questo insetto è parente della famosa e dannatissima cimice asiatica, a cui purtroppo siamo ormai abituati e che tanti problemi ha creato alla nostra agricoltura. Viene dalle stesse zone, più o meno, ed è molto pericolosa».
Il riferimento è alla Halyomorpha halys, parassita molto invasivo, che ormai da qualche anno da aprile a ottobre devasta frutteti e ortaggi con punture trofiche, che rendono i prodotti della terra invendibili. In assenza di un valido antagonista, per molto tempo – e in parte ancora oggi – la cimice asiatica ha avuto vita facile facendo danni per milioni e milioni di euro in tutto il Nord Est. Tra i tanti tentativi per fermare la proliferazione dell’insetto ci fu anche l’immissione della vespa samurai, ritenuto insetto antagonista efficace della cimice.
Il curriculum con cui arriva la Erthesina fullo è simile, se non peggiore: è uno dei parassiti fitofagi più diffusi in Asia e si nutre in particolare di mele, ciliegie, pere e kiwi. «È una specie invasiva e aliena, capace di attaccare moltissime colture del nostro territorio», conferma Moretto, che conscio dei rischi ha immediatamente segnalato la fastidiosa presenza al Dipartimento di agronomia, animali, alimenti, risorse naturali e ambiente dell’Università di Padova: «Sarà informato il sistema fitosanitario regionale e nazionale, bisogna attivarsi con urgenza per parare subito il colpo».
Come già ribadito, questa è la prima attestazione ufficiale della cimice puzzolente a macchie gialle, presente in maniera importante soprattutto in Paesi come Cina, Vietnam e Bangladesh. Studi di settore hanno confermato da tempo la possibilità che questa specie trovi, in un futuro prossimo, un habitat assolutamente ospitale nella parte meridionale dell’Europa, e la sua presenza nel Padovano potrebbe confermare lo scenario.
Poco meno di quattro anni fa un esemplare fu intercettato in realtà anche in Inghilterra, rilevato in una partita di legno spedita dalla Cina. Scattò anche in quel caso una immediata valutazione, da parte del dipartimento dell’ambiente, circa il rischio potenziale di questo invasivo insetto. «Per questo è necessario intervenire nell’immediato», ribadisce Moretto, che ora avrà un altro incontro da raccontare nel suo volume fresco di stampa, “Diario di un naturalista”. —
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