Coronavirus, il piano Zaia: obbligo di mascherine e guanti

Verso la nuova ordinanza in Veneto dopo che il decreto Conte ha consentito a molte attività di ripartire

VENEZIA. Paese legale, Paese reale. C’è il decreto del premier Conte che prolunga la chiusura delle imprese con allentamenti circoscritti ad alcune tipologie commerciali. E c’è la ripartenza imminente di gran parte delle imprese, favorita dalla regola del silenzio-assenso alle richieste di deroga inoltrate alle prefetture, impotenti a smaltire decine di migliaia di dossier. «Nei fatti, le scelte del Governo sanciscono che il lockdown non esiste più», è il commento di Luca Zaia «Roma non ha ascoltato la voce delle Regioni, io chiedevo l’avvio di una fase sperimentale fino al 3 maggio per le molte imprese candidate a essere testate come modello, il messaggio non è stato recepito. Difficile allora spiegare ad un industriale della moda, da Renzo Rosso al Gruppo Benetton, perché non può riaprire i battenti mentre Fincantieri, con migliaia di dipendenti, lavorerà regolarmente. Detto ciò, occorre un cambio di strategia, dobbiamo concentrarci sulla protezione dei cittadini».

Ispettori spisal in tutte le aziende Il governatore del Veneto non esercita poteri diretti nella riapertura delle attività industriali e commerciali ma concorre alla tutela della salute pubblica: «Stiamo scrivendo la nuova ordinanza regionale, si concentrerà soprattutto sui dispositivi di protezione individuale. Probabilmente la renderò nota oggi, avrei voluto evitare la coincidenza con la Pasqua ma il tempo stringe. I report sulle malattie infettive dimostrano che la mascherina è lo spartiacque tra contagio e salvezza, quindi il mio problema non è più l’apertura dell’azienda ma la tutela dei lavoratori. Mi rivolgo agli imprenditori: se non siete in grado di garantire la sicurezza evitate di riaprire l’attività, noi invieremo dovunque gli ispettori Spisal».

Parole che anticipano i contenuti del provvedimento, orientato, si apprende da fonti ufficiose, all’estensione generalizzata dell’obbligo di indossare mascherine e guanti: nei luoghi di lavoro, in negozi e locali pubblici, per strada.

Speculatori in agguato «Martedì il Veneto non sarà più quello di oggi», la profezia, «io non sono contrario alle aperture, capisco la sofferenza dell’economia, ma bisogna a ripartire a rischio zero». In agguato, le speculazioni al dettaglio che fanno schizzare i prezzi delle mascherine fino a 9-12 l’euro: «È inaccettabile, invito la polizia municipale a reprimere gli abusi. Rinnovo l’appello a liberalizzare il mercato, basta confische».

Lite pd-lega, proposta dei 5 stelle L’accenno al lockdown tramontato suscita la protesta del deputato del Pd Alessandro Zan: «Parole irresponsabili, soprattutto nelle ore precedenti a due giorni che si prospettano critici e di difficile gestione da parte delle forze dell’ordine, così Zaia espone il Veneto a rischi enormi»; «C’è chi lavora giorno e notte in prima linea e chi, dal salotto di casa, specula e dice il falso a scopi elettorali. Che squallore», lo rimbecca a distanza il consigliere leghista Luciano Sandonà. E un’altra dem, l’europarlamentare Alessandra Moretti, se la prende invece con il decreto governativo in materia di deroghe al commercio: «Basta discriminazioni tra esercenti, perché le librerie sì e altri no?».

Sul versante dei camici bianchi, è Adriano Benazzato, il segretario di Anaao-Assomed, a tornare all’attacco: dopo aver denunciato i direttori delle Ulss, ora contesta le cifre ufficiali dei contagi tra medici e infermieri, «calcolate includendo anche quanti nonno stati sottoposti a tampone» . A riguardo, il senatore Giovanni Endrizzi e il gruppo consiliare a 5 Stelle sollecitano la Regione «all’individuazione di alloggi o soggiorni alberghieri gratuiti per gli operatori sanitari impegnati a fronteggiare il Covid-19 e per quanti non dispongono di spazi dove trascorrere la quarantena al riparo da rischi per familiari e conviventi».

Le donazioni a quota 42 milioni Torniamo al briefing del governatore. Che spartirà la colomba all’Unità di crisi di Marghera con i “dioscuri” Manuela Lanzarin-Gianpaolo Bottacin (gli assessori alla salute e alla protezione civile) e non si stanca di invitare alla prudenza: «I cittadini sanno che l'indicatore è quello dei decessi, se ignoriamo le regole salirà sempre più». Infine, le donazioni al conto solidale che galoppano verso i 42 milioni, chi versa quattrini e chi, è il caso dell’undicenne Damiano, padovano di Villa del Conte e grande esperto di galline, regala 25 uova destinate a sfornare i pulcini: «Procurerò un’incubatrice e li farò nascere in ufficio», promette Zaia. Che conclude con l’asta dell’uovo di dieci chili (cioccolato, stavolta) ricevuto in omaggio: «Siamo arrivati a 2 mila euro, chi vuole rilanciare chiami lo 0412792863, c’è tempo fino a martedì. Il ricavato andrà ad un’associazione di volontari. 

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova