Coronavirus, in Veneto torna la paura. Zaia: "Ora siamo a rischio elevato". Lunedì nuova ordinanza
Il dato di contagio è schizzato da 0,43 a 1,63. "Abbiamo buttato via quattro mesi". Il caso di un imprenditore sintomatico che è andato in giro a cene e funerali dopo aver saputo della propria positività

MARGHERA. Rischio elevato. Il dato di contagio, il famoso “R con t”, è schizzato da 0,43 a 1,63.“Con chi mi complimento, con chi diffonde teorie vigliacche. I complottisti. A loro dico che ho visto un giovane con entrambi i polmoni trapiantiati perché il Covid glieli ha distrutti. Abbiamo encefaliti, problemi al cuore, alle reni, gente che ha perso la mobilità. Questo è un virus che fa male. Quando tornerà forte, qui non ce ne sarà per nessuno. Non fatevi più la domanda se il virus torna in orrobre, perché ce lo abbiamo già qui”.
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Zaia è furibondo: “Ai comportamenti irresponsabili di qualcuno ne abbiamo di quelli che si aggiungono in queste ore. Abbiamo 5 positivi (3 a Vicenza, 1 Padova e uno Verona) che hanno dato vita a isolamenti per quasi 80 persone. Un signore torna il 25 giugno da un viaggio di lavoro in Serbia, compaiono subito i sintomi. Il giorno dopo ha avuto un sacco di contatti, una festa privata, contatti di lavoro e un funerale. Solo tre giorni dopo, il 28, è andato in ospedale e gli hanno proposto il ricovero. Questo signore ha rifiutato. Rifiutato? Il ricovero dev’essere coatto, lo dico a Roma. E dopo aver rifiutato il ricovero viene ricoverato l’1 luglio dopo tanta insistenza. Ora è in rianimazione. Ci ha dato una lista di contatti dal 23 al 30 giugno vuol dire che anche con il tampone positivo è andato a fare contatti stretti”.
Al link qui sotto la storia completa dell'imprenditore vicentino, il nuovo "paziente 0" del Veneto
La conferenza stampa integrale su facebook
“In data 30 giugno è risultato positivo anche il collega che era in auto insieme, asintomatico. Una settimana. Poi c’è un terzo compagno di viaggio che si è presentato il 1 luglio. Positivo. In data 3 luglio l’usl scaligera ci ha informato della positività di un quarto passeggero, che non era stato dichiarato dagli altri: era dipendente del primo . Poi il nuovo caso: una donna risultata positiva a Schiavonia ha dichiarato di avere avuto contatti con il primo signore”.
Questo primo signore è stato incontatto con 37 persone tra cui cinque bambini “Meglio che non continui a leggere”, sbotta Zaia, “se no m’incazzo davvero”
“Un positivo va in giro???? Non esiste, che ci sia il carcere, che ci sia un ricovero coatto. Non possiamo discutere con una persona che rifiuta il ricovero, va in giro, contagia un sacco di persone e poi è in rianimazione”.
La caustica ironia di Crisanti
Il ministro Boccia difende le Regioni: reazioni territoriali adeguate
«Nonostante alcune condotte irresponsabili, confermate anche oggi nel caso Veneto dal presidente della Regione, Luca Zaia, che seguono casi per fortuna isolati come Mondragone, Bologna o Fiumicino, la reazione dei sistemi sanitari territoriali per il contenimento del Covid-19 è stata immediata e la risposta eccellente. Questo è il risultato del lavoro di rafforzamento dei sistemi sanitari territoriali realizzato da governo e Regioni durante l'emergenza sanitaria. Non si può però abusare del grande lavoro dei nostri operatori sanitari. Come abbiamo più volte detto in questi mesi, i risultati della nostra convivenza con il Covid, finché non ci sarà il vaccino, dipenderanno esclusivamente dai nostri comportamenti».
Lo scrive su Facebook il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.
«L'attenzione che abbiamo avuto nei mesi più difficili sul distanziamento sociale e sul rispetto del prossimo deve restare alta. Se in Italia viviamo oggi in condizioni di adeguata sicurezza sanitaria, la stessa cosa non si può dire per gli altri Paesi; in alcune parti del mondo, penso per esempio all'America latina, quest'ultima settimana è stata la settimana con il numero più impressionante e grave di contagi. Per queste ragioni, vivendo in un mondo aperto e senza confini, si dovrà tenere alta la guardia ancora a lungo. Non disperdiamo il patrimonio di sicurezza accumulato in queste settimane», conclude la nota. (ANSA).
La reazione del viceministro Sileri: vedo poca incoscienza
«Un singolo atto - ha detto Sileri - non può essere paragonato a 56 milioni di italiani che stanno rispettando le regole. È atteso che qualcuno non rispetti le regole, l'importante è individuarlo e farlo stare a casa, per un soggetto non possiamo colpevolizzare tutti». Sileri ha aggiunto che «togliersi la mascherina a più di un metro di distanza non è incoscienza, incoscienza è non seguire le regole e pensare che sia tutto passato. Io vedo pochissima incoscienza».
«La quarantena è già un metodo di trattamento obbligatorio e violarlo è già punito, ma si tratta di casi isolati». Lo ha detto Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, a Padova commentando il caso dell'imprenditore vicentino che ha rifiutato il ricovero dopo essere risultato positivo al coronavirus, e la richiesta del governatore Luca
Zaia di introdurre il ricovero coatto.
Zaia di introdurre il ricovero coatto.
Contact tracing: il focolaio gestito dalla Usl Berica: nessun nuovo caso positivo
In merito all’attività di indagine circa i contagi Covid riscontrati nel Basso Vicentino, l’ULSS 8 Berica comunica che tutti i 52 cittadini posti in via precauzionale sotto sorveglianza domiciliare sono stati sottoposti a tampone con esito negativo. Al momento sembrano dunque rientrare i timori di un’ulteriore espansione del focolaio.
Nonostante questa notizia rassicurante, la Direzione dell’ULSS 8 Berica ha deciso di ampliare ulteriormente l’azione di screening della popolazione potenzialmente coinvolta: «Chiunque avesse avuto contatti attraverso con i soggetti coinvolti nel focolaio - spiega il Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica Giovanni Pavesi - è invitato a rivolgersi immediatamente al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della nostra azienda per valutare l’effettiva possibilità di contagio e se opportuno fissare l’esame del tampone».
È attivo anche il sabato e la domenica il numero del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica.Il numero da contattare è il 339 8742091: risponde il call center del Nucleo Operativo Covid-SISP dell’ULSS 8 Berica, attivo tutti i giorni (anche sabato e domenica) dalle 9.00 alle 12.00.
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