Cortina, pista da bob Eugenio Monti: apertura a novembre e gestione a Fondazione Cortina per 12 mesi
Il presidente Stefano Longo illustra il bilancio al 30 giugno: utile netto di 202mila euro, ricavi per 13,7 milioni e un impatto diretto sul territorio regionale stimato in 26 milioni

«Il primo obiettivo di Fondazione Cortina? Mettere in assetto la pista Eugenio Monti. Che, non va dimenticato, è una start up, una struttura completamente nuova, non paragonabile ad altre esistenti da tempo».
L’obiettivo è quello dell’apertura a metà novembre della pista da bob. Anche se da mesi sopra lo Sliding Centre volteggiano le polemiche. «Forse perché non si è compreso pienamente di cosa si tratta, dalla complessità di gestione alle grandissime opportunità che si possono sprigionare da questa pista che è stata creata sì per le Olimpiadi, ma che avrà anche un grande futuro».
Stefano Longo parla del bilancio chiuso al 30 giugno con un risultato positivo netto di 202 mila euro e del futuro della fondazione che presiede. «Una grande soddisfazione aver costruito un percorso che ha generato un impatto diretto sul territorio regionale di 26 milioni di euro».
Come si arriva a questa cifra?
«I ricavi, più che triplicati rispetto all’esercizio precedente, superano i 13,7 milioni euro (+125%), un dato che riflette soprattutto il completamento delle commesse affidate a Fondazione Cortina da Fondazione Milano Cortina 2026 per la progettazione, l’organizzazione, l’allestimento e la gestione degli eventi e delle attività connesse ai Giochi sul territorio (per un totale di 11,1 milioni di euro). A questi si aggiungono 1,16 milioni di euro di ricavi per servizi logistici prestati durante i Giochi a federazioni, comitati olimpici nazionali e partner commerciali, nonché 740 mila euro di ricavi da sponsorizzazioni e partnership».
I costi?
«Nello stesso anno la Fondazione ha sostenuto 13,3 milioni spese complessive (+126% rispetto al 2025), la maggioranza delle quali ha generato impatto diretto sul territorio e su imprese locali, che hanno fornito il loro supporto per la messa a terra dei vari servizi».
Bilancio straordinario perché le Olimpiadi non tornano, almeno a breve.
«È chiaro che i ricavi e i costi sono commisurati all’evento straordinario. Difficilmente, dunque, in futuro potremo fare come Fondazione Cortina un altro bilancio su queste cifre: il target si attesta circa alla metà, sui 5/6 milioni di euro di ricavi in stagioni normali. Questa è attualmente la dimensione della nostra attività. Ma va considerato che non abbiamo scopo di lucro, non dobbiamo distribuire dividendi, ma mantenere una condizione in equilibrio. Pagando anche un bel po’ di tasse».
Quante quest’anno?
«Circa 160 mila euro di tasse allo Stato che ci rendono senza dubbio un ottimo contribuente. Poi con parte dell’utile dobbiamo sostenere le spese per il materiale tecnico da utilizzare nelle attività di Fondazione Cortina».
Torniamo alla pista Monti: quando sarà disponibile?
«A giorni, ma non amo dare scadenze anche perché noi siamo intervenuti da poco, come Fondazione, nella gestione, per dare una mano al Comune».
Di cosa vi occupate?
«Ci è stata affidata la gestione delle attività operative e sportive dello Sliding Centre, per un periodo sperimentale di dodici mesi. Lo facciamo volentieri con senso di responsabilità, anche perché abbiamo le persone per poterlo fare. Per me è un grande obiettivo che non si raggiunge in due mesi, neanche in tre e neanche in un anno. È nei prossimi tre anni che metteremo in assetto la pista come sede d’allenamento internazionale».
E oltre la pista Monti?
«Nel corso dell’esercizio, Fondazione Cortina ha operato come Ede, External Delivery Entity, per Fondazione Milano Cortina 2026, assumendo la responsabilità dei servizi di progettazione, organizzazione, allestimento e gestione locale delle gare di sci alpino femminile sulla pista Olympia delle Tofane, curling allo Stadio Olimpico del Ghiaccio e bob, skeleton e slittino al Cortina Sliding Centre nonché le gare paralimpiche di sci alpino, snowboard e wheelchair curling».
E altre attività?
«La gestione del sistema dei pass auto per l’accesso alla zona a traffico limitato olimpica e paralimpica, con oltre 29.000 permessi gestiti e rilasciati, oltre al progetto della Cortina Dolomiti Lounge, che si è affermata come spazio di rappresentanza e relazione per il territorio».
Vi è poi il capitolo dei progetti di utilità sociale.
«Fondamentale, in collaborazione con gli stakeholder territoriali e le istituzioni, tra cui l’attivazione e gestione della piattaforma del Volontario dolomitico che oggi conta oltre 1.000 iscritti e le ultime tappe del roadshow delle discipline olimpiche e paralimpiche inserito nel programma regionale Veneto in Action. Il Progetto Scuole, realizzato insieme alla Regione e all’Ufficio scolastico regionale e in collaborazione con Cortinabanca, ha permesso a circa 3.500 studenti veneti di assistere alle gare paralimpiche di curling, sci alpino e snowboard».
Infine il Progetto Giovani.
«Lo abbiamo avviato nel 2023 per sostenere gli atleti veneti nel percorso di crescita verso il sogno olimpico e paralimpico, ha visto la convocazione ai Giochi di 12 atleti del team (10 alle Olimpiadi e 2 alle Paralimpiadi) che ha conquistato complessivamente 6 medaglie».
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








