Cosa succederà con la fase 2 in Veneto? I dubbi e le risposte su 5 settori strategici
Francesca Russo, il dirigente medico a capo del dipartimento Prevenzione della sanità del Veneto, ha fatto un po’ da Virgilio nell’aiutarci a comprendere quali potrebbero essere le regole per questa mappa (in costruzione) di riapertura delle diverse attività. «Regole di buon senso» avverte cauta la funzionaria «di deciso non c’è nulla e nulla possiamo anticipare».
La Regione Veneto sarà nella cabina di regia che sta studiando come regolare la ripartenza e la nostra regione ha elaborato un suo piano che però è (e deve restare almeno per ora) top secret. Se non altro fino a quando il governo centrale non avrà preso le sue decisioni e le avrà comunicate in maniera definitiva alle regioni. —
L’acciaio potrebbe essere uno di quei settori che potrebbe essere rimesso in moto, vista la pervasività e l’importanza che riveste in quasi tutte le filiere, comprese quelle essenziali. Come pure il comparto delle costruzioni, ma come spiega la dottoressa Francesca Russo, il super tecnico che sta assistendo la Regione Veneto nella definizione del piano di riaperture da portare a Roma, «non abbiamo riposte in questo momento, si sta tutto definendo, ma seguendo regole di buon senso oltre che di protezione, è chiaro che le aziende che vogliono riaprire devono poter garantire il distanziamento tra le persone. Poi serviranno regole di responsabilizzazione del singolo, come il fatto di autoisolarsi non appena si avvertano sintomi, anche se su questo punto le persone stanno dimostrando molta attenzione. Infine credo che sarebbe utile e opportuno la misurazione della temperatura».
Sulle modalità Confindustria ha già chiesto con un documento condiviso tra le diverse associazioni nelle principali regioni del Nord che chiedono il superamento della logica dei settori Ateco «delle deroghe e delle filiere essenziali a partire dall’industria manifatturiera e dai cantieri. È una logica non più sostenibile e non corretta rispetto agli obiettivi di sanità pubblica e di sostenibilità economica. Il criterio guida è la sicurezza». Il loro punto di partenza è il protocollo firmato con i sindacati in cui sono individuate stringenti norme di sicurezza e protezione individuale. —
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Entrate contingentate, guanti e mascherina, un po’ come già avviene nel settore alimentare e per i piccoli esercizi commerciali, che in questa fase di chiusura totale hanno segnato incrementi del 40% della clientela. Il mondo del commercio è uno di quei settori al tappeto e non avrà la possibilità di durare ancora a lungo. Tra i segmenti che potrebbero ripartire c’è il mondo legato alla scuola ed alla cultura, con la chiusura prolungata delle scuole questo è un comparto che diventa essenziale per quel segmento di popolazione.
«Le modalità» spiega Russo «potrebbero essere quelle che già vengono utilizzate nel caso dei supermercati, ma anche dei piccoli esercizi commerciali. Si evitano assembramenti e se i negozi sono piccoli si attende in fila distanziati entrando uno alla volta».
Un’altra misura ipotizzata oltre alle entrate scaglionate e al rispetto della distanza di sicurezza, potrebbe essere la costruzione di percorsi obbligati che impediscano alle persone di incrociarsi. Oppure lo sviluppo del picking, con la prenotazione e l’utilizzo di app di navigazione tra i prodotti. Nel mondo dell’abbigliamento e del beauty il commercio elettronico funziona, mentre è sospeso il ritiro in negozio per consentire che venga rispettata la modalità contactless. Anche qui con le giuste misure di distanziamento, in tempi e modi giusti, sarà possibile iniziare a ripristinare un po’ di normalità.
Gli strumenti come le app di prenotazione saranno utili per gestire il flusso ed evitare gli assembramenti. —
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Difficile immaginare una ripartenza per ristorazione e alberghiero fino a che sarà negata la socialità. Le misure restrittive dovrebbero infatti proseguire almeno fino al 3 di maggio.
«È evidente» spiega Russo « che andare al bar presuppone l’esistenza di una forma di socialità che oggi non c’è. Anche qui, andando avanti si potranno immaginare entrate a flussi e distanziamento ai ristoranti. Comunque un po’ dovremo convivere con norme necessarie per salvaguardare la nostra salute».
Anche se qualcosa per ridare fiato al settore sarebbe possibile. Le norme in vigore hanno disposto la chiusura di molte attività legate al mondo “alimentare” lasciandone aperte altre con lo spirito di evitare assembramenti. «Sono chiusi non solo bar e ristoranti ma anche pizzerie, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie, gastronomie che non si siano attrezzate per la consegna a domicilio.
Purtroppo è escluso anche che i prodotti artigianali possano essere semplicemente prelevati dal cliente magari nel percorso casa – lavoro» spiega Confartigianato Veneto «Per questo l’associazione ha chiesto «un chiarimento alla Presidenza del Consiglio visto che nelle attività di distribuzione commerciale alimentare è possibile acquistare prodotti dello stesso tipo (come ad esempio pizze, pasticceria e gelati industriali)».
Discorso a parte per l’alberghiero, le strutture sono chiuse per mancanza di ospiti, il presidente di Federalberghi Veneto Marco Michielli in una intervista ha affermato che non si attendono turisti esteri fino a ottobre. Il comparto occupa 130 mila persone in Veneto. —
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Didattica on line forse anche a settembre? Chissà. Il Decreto Scuola firmato dal presidente Mattarella prevede una serie di misure. L’emergenza sanitaria ha reso obbligatoria la didattica a distanza per tutte le scuole, mai sperimentata prima d’ora in misura così massiccia. Azzerate dalla fine di febbraio le lezioni in presenza, cambiano gli esami di terza media, quelli di maturità e per quest’anno viene congelato il meccanismo dei debiti.
Il decreto andato oggi in Gazzetta Ufficiale prevede che il Ministero possa, con provvedimento specifico, modificare l’impianto dell’esame di terza media. Se sarà possibile farlo in presenza, potrà essere semplificato. Ma l’ipotesi più probabile è che non sarà possibile farlo in presenza, per cui in pratica l’esame salta: è prevista la valutazione finale da parte del Consiglio di classe su una tesina preparata dallo studente. Il ministero assicura però che la valutazione sarà seria e corrispondente all’impegno degli alunni.
Nelle scuole superiori, il 96% dei ragazzi viene ammesso, in media, ogni anno, all’esame finale. Quest’anno tutti avranno la possibilità di sostenere le prove, tenuto conto del periodo dell’emergenza. Ma i crediti di accesso relativi alla classe V e il voto finale saranno comunque basati sull’impegno di tutto l’anno. Il decreto indica, poi, una doppia possibilità. Se i ragazzi potranno rientrare a scuola entro il 18 maggio, ci sarà un esame con commissione interna. Se non si rientra a scuola, è previsto il solo colloquio orale. —
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Il settore del trasporto è uno di quelli quasi azzerato dal coronavirus. Escludendo la gestione delle merci, dove la riduzione non ha tassi del 100%. Per quanto riguarda autostrade e aeroporti i picchi di calo del traffico raggiungono per gli scali il 99/100% per le vie di comunicazioni a lunga percorrenza, il 75/80%.
Fino a quando le misure restrittive non subiranno un allentamento è difficile credere che ci sarà una ripresa del comparto, anche se alcune misure sono già allo studio per consentire la ripresa, graduale e ammesso che le indicazioni dell’andamento dell’epidemia lo consentano.
L’adeguamento dei mezzi di trasporto pubblico è una delle priorità. I veicoli di trasporto della collettività: autobus, metropolitane e aerei dovranno viaggiare a circa un terzo della capienza e i treni alla metà. Un passeggero per sedile in modo da garantire il distanziamento sociale e l’uso della mascherina obbligatoria.
Nelle stazioni e negli scali sarà necessario mantenere il sistema di controllo della temperatura, misurazione con sistemi digitali o termoscanner (in altri paesi sono attivi addirittura droni in grado di misurare a distanza eventuali alterazioni della temperatura). Inoltre sarà necessario il sistema di scaglionamento degli ingressi sui mezzi.
La salita e la discesa da porte differenziate e un meccanismo di conteggio delle persone per garantire l’abbassamento del “carico” di presenze sui veicoli. Altro invece andrà pensato per il trasporto di persone, come gli autisti per esempio. Anche in questo caso andranno utilizzati sistemi di protezione come guanti e mascherine.
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