Delitto Cappia L’enologo già minacciato

Era già stato minacciato e aveva subito due attentati Ulrico Cappia, 57 anni, ucciso a Itri di Latina l’altra notte; il cadavere è stato trovato nella sua auto bruciata, una 500 L. Cappia si era trasferito da Conegliano a Roma e poi a Latina per ragioni di cuore, dopo il suo secondo matrimonio e qui, nel centro di Roma, aveva scelto di vivere continuando l'attività che lo aveva reso noto in tutta l'area del Coneglianese, ma anche in Friuli e in Umbria. Ulrico Cappia, 57 anni compiuti a giugno, era un enologo stimato, formatosi al Cerletti di Conegliano, la scuola enologica più antica d'Italia, lo stesso istituto in cui il padre Enrico era stato insegnante di educazione fisica negli anni Ottanta. L'uomo, ucciso da un colpo di pistola alla testa mercoledì scorso e poi bruciato all'interno della sua auto a Itri, piccolo centro a chilometri da Latina, era consulente vitivinicolo per una serie di aziende del Lazio. Qui, infatti, aveva continuato la sua carriera, iniziata nel Nord Est. Prima di trasferirsi era stato anche direttore della cantina sociale di Codognè ed enologo al Castello di Roncade.
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