Disastro Antonov: beffa della giustizia ai parenti dei morti

VENEZIA. L’ultima beffa arriva dalla Corte d’Appello di Venezia, che ha ridotto il risarcimento e così, dopo 21 anni dalla tragedia, i parenti delle vittime dell’Antonov precipitato a Verona nel 2005, dovranno restituire 30 mila euro.
Le vittime furono 49: 41 i civili, 8 i membri dell’equipaggio. Il motivo? La Corte ha ridotto la liquidazione del danno “iure hereditas”e riformato la sentenza del giudice Mariagrazia Balletti.
La sentenza aveva stabilito un indennizzo di 50 mila euro, ora drasticamente ridotto a 20 mila e quindi gli eredi dovranno ridare 30 mila euro all’aeroporto Catullo, che aveva presentato ricorso.
Un passo indietro. La sentenza aveva stabilito che il ministero dei Trasporti, l’aeroporto Catullo, le compagnie Banat Air service srl e Compania Romana de Aviate Romavia Sa e l’agenzia Giubi Tour già Business Jet srl dovessereo versare un risarcimento a quelle famiglie delle vittime che non erano ricorse ad accordi extragiudiziali.
Si chiude quindi con una beffa la tragedia iniziata alle 19,58 di quel “maledetto” giorno di Santa Lucia del 1995. L'aereo Antonov della compagnia Banat Air, diretto a Timisoara, aveva appena decollato e in 1 minuto si è schiantato al suolo da 150 metri di altezza.
Nell'impatto, presero fuoco 4800 litri di carburante e le fiamme arsero vive le persone a bordo. Diversi i veneti sull’aereo, provenienti dalla città e da Bussolengo. Quel giorno la «carretta» del cielo doveva tornare a Timisoara, in Romania, terra promessa dei neo-imprenditori del Nordest pronti a conquistare i nuovi mercati con la loro intraprendenza dopo la caduta del muro di Berlino.
Tra le 41 vittime, dieci quelle residenti nelle province di Padova, Venezia e Treviso. I loro nomi sono: Paolo Biason,49 anni, di Portogruaro; Antonio Cagneta, 46 anni, Arcade (Treviso); Franco Cammelli, 42 anni, Montebelluna ed Edith Della Libera, 35 anni, di Vittorio Veneto; Danilo Furlan, 49 anni, Caerano di San Marco (Treviso); Guido Galeotti, 44 anni, di Treviso; Franco Mazzolin, 49 anni, Campodarsego (Padova); Otildo Morello, 59 anni, Casale di Scodosia (Padova); Ottorino Pandin, 52 anni, Fontaniva (Padova); Giorgio Zago, 47 anni, Padova.
Resta ancora aperta invece la vicenda legata alla sentenza della Corte d’appello per il processo pebale di risarcimento delle vittime rumene: il ministero dei Trasporti, condanno a risarcire 3,7 milioni non ha mai pagato ed è stato avviato un pignoramento alla banca d’Italia. Ma questa è un’altra storia infinita, ancora tutta da scrivere.
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