È veneta la pizza più buona, i napoletani s’infuriano

La classifica del Gambero Rosso manda fuori dai gangheri i campani che gridano al complotto e accusano il Molino Quaglia di essere il mandante. L’azienda di Vighizzolo querela

VIGHIZZOLO. A pizza ca pummarola n’coppa? Meglio quella sfornata nella terra della polenta e realizzata con il grano macinato sulle rive dell’Adige. È uno scandalo che parte dalla Campania e percorre tutta la Penisola quello “causato” dal Gambero Rosso, autorevole rivista culinaria che recensisce i migliori ristoratori italiani. Nell’ultima edizione è stata inaugurata la sezione dedicata alle pizzerie: nessun locale napoletano compare però ai vertici della speciale classifica. Secondo il Gambero Rosso le pizze più buone si mangiano a Roma, a Caserta e nientemeno che nella terra della polenta: a “I Tigli” di San Bonifacio, Verona.

Apriti cielo! A Napoli è scoppiata la rivoluzione per l’offesa alla tradizione gastronomica cittadina e l’invettiva campana ha investito anche il Molino Quaglia di Vighizzolo d’Este, considerato uno dei “cospiratori” all’origine di questo affronto.

La rivolta. Contro la rivista Napoli si è scoperta unita: pizzaioli, associazioni di categoria, politici locali e mass media si sono espressi in coro, e con parole forti. Si è parlato di “razzismo culinario” ed è stata anche organizzata una manifestazione di protesta nella pizzeria storica Sorbillo, nel centro storico di Napoli. Indirettamente la rivista si è scusata persino attraverso “Uno Mattina”, e ieri il presidente Paolo Cuccia ha promesso la pubblicazione di una nuova guida dedicata a Napoli. Chi invece non ha fatto marcia indietro è il Molino Quaglia, tirato in mezzo alla polemica.

Il molino. In molti, nel Meridione, hanno puntato il dito contro l’azienda di Vighizzolo d’Este. In tarda primavera la titolare Chiara Quaglia era stata infatti l’anima di “Pizza Up”, simposio ambientato proprio a Napoli (in quel caso nei locali del Gambero Rosso) che ha messo a confronto le diverse tecniche di lavorazione e impasto della pizza. Blogger e critici locali hanno strumentalizzato un intervento della Quaglia (che in un discorso articolato aveva affermato che «La fama della pizza napoletana è ormai puro romanticismo») e hanno fatto notare come il Molino sia capofila dell’Università della Pizza, altro partner di “Pizza Up” che nella propria homepage mostra l’immagine di Simone Padoan, guarda caso titolare de “I Tigli” di San Bonifacio. A cui il Molino fornisce la propria farina pregiata. Insomma gli ingredienti per l’intrigo ci sono tutti, per chi vuole credere che esista.

La reazione. «Molino Quaglia spa e Chiara Quaglia rappresentano la loro totale estraneità rispetto alle scelte operate dai curatori della guida» si legge in una nota ufficiale «Stante la natura diffamatoria delle opinioni espresse sul web da quanti falsamente hanno attribuito a noi un ruolo nelle scelte operate da Gambero Rosso, comunichiamo di aver già dato mandato ai nostri legali di presentare atto di denuncia-querela nei confronti di tali persone».

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