Esalazioni di anidride solforosa, morti quattro operai nel Rodigino

ROVIGO. Quattro operai sono morti a causa delle inalazioni di anidride solforosa mentre lavoravano alla pulizia di un'autocisterna all'interno di una ditta di smaltimento di rifiuti speciali, a Ca' Emo, frazione di Adria. Ci sono anche un quinto operaio ferito grave e un vigile del fuoco contuso. Sul posto il personale del Suem 118.
La ditta in cui si è verificato il tragico incidente è la Co.Im.Po. Tre delle vittime sarebbero del posto, un altro del Veneziano. Si tratta di Nicolò Bellato, 28 anni, e Paolo Valesella, 53, entrambi di Adria, Marco Berti, 47, e Giuseppe Valdan, 47, quest'ultimo di Campolongo Maggiore (Venezia) m aoriginario di Piove di Sacco. I primi tre erano operai della ditta, mentre il quarto. l'autista, pare sia un esterno. Il ferito grave ha 41 anni, anch'egli di Adria.
A quanto pare due operai sarebbero morti per cercare di soccorrere un compagno che si era sentito male, poi deceduto, dopo lo sversamento di acido solforico mentre stava pulendo un'autocisterna.
A provocare le esalazioni sarebbe stato un mix incontrollato di sostanze chimiche. Secondo una prima ricostruzione, che dovrà essere supportata dai risultati delle autopsie e delle analisi chimiche, non c'è stata alcuna esplosione: gli operai, che secondo quanto si apprende non indossavano le maschere di protezione, avrebbero gettato dell'acido solforico in una vasca che molto probabilmente conteneva già ammoniaca. Un processo che ha sviluppato anidrida solforosa, un veleno letale.
Ecco le dichiarazioni del comandante dei vigili del fuoco di Rovigo, Girolamo Bentivoglio (video Daniele Ferrazza).
Il mix delle due sostanze, non controllato, avrebbe provocato le esalazioni che hanno investito i cinque operai, quattro dei quali sono morti sul colpo. Sarà ora l'inchiesta della procura di Rovigo ad accertare se vi siano stati errori o omissioni da parte di qualcuno degli operai e, soprattutto, se siano state rispettate da parte dell'azienda tutte le normative sulla sicurezza, come pare già adombrare il pubblico ministero Sabrina Duò in queste dichiarazioni raccolte dal nostro Daniele Ferrazza.
L'Ulss 18 di Rovigo ha diffuso un bollettino ricordando che un operaio, in gravi condizioni, è ricoverato all'ospedale di Adria, mentre un secondo ferito è in cura a Rovigo. «Si è in attesa - aggiunge la nota - di indicazioni sulle condizioni cliniche e sulla eventuale necessità di trattamento intensivo». Nessun danno al personale sanitario. Contrariamente a quanto sembrava inizialmente, rileva ancora il bollettino, non ci sono attualmente «altri vigili del fuoco intossicati e che necessitino di trasporto al pronto soccorso».
La zona è off limits, si teme la formazione di una nube tossica. Il vigile del fuoco è rimasto contuso in seguito a una caduta accidentale durante le concitate fasi delle operazioni di soccorso ed è stato portato per precauzione al pronto soccorso dell'ospedale di Rovigo per un controllo. Secondo quanto si apprende da fonti dei vigili del fuoco, stava operando con tutta l'attrezzatura - maschera e bombole - prevista in questi casi.
Ecco nella mappa indicata la localizzazione di Ca' Emo, vicino ad Adria.

Ad Adria è stato proclamato il lutto cittadino. Lo ha deciso il sindaco Massimo Barbujani che si è recato sul posto. Ecco le dichiarazioni del primo cittadino.
La zona vicina alla ditta è al momento stata transennata per consentire i controlli dell'aria. L'incidente mortale è stato causato infatti da esalazioni di acido solforico durante le fasi di pulitura di una autocisterna.
La Procura della Repubblica di Rovigo ha aperto un'inchiesta per omicidio plurimo colposo.
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