Eseguire i tamponi Covid, i veterinari dicono no a Zaia: «E' un abuso»

Il sindacato respinge la richiesta avanzata mercoledì dal governatore veneto: «Non spetta a noi somministrarli, non abbiamo copertura giuridica»
Monselice (PD) 03 novembre 2020. Il medico di base dott. Gastone Zilio effettua un rapid test Covid19. Nella foto: il tampone
Monselice (PD) 03 novembre 2020. Il medico di base dott. Gastone Zilio effettua un rapid test Covid19. Nella foto: il tampone

VENEZIA. Luca Zaia interpella nuovamente la categoria dei medici veterinari per ampliare la platea di operatori in grado di fare i tamponi per il Coronavirus e potenziare l'opera di tracciamento della malattia sul territorio veneto, ma riceve un primo richiamo dal sindacato: potrebbe essere un abuso professionale.

«Ho dato disposizione - ha annunciato oggi il presidente regionale - di convocare i rappresentanti dei 2.450 veterinari in Veneto per fare i tamponi». E la ragione, ha spiegato, è semplice: «L'uomo è un mammifero, tutti i mammiferi hanno sette vertebre cervicali, allattano il neonato, e i veterinari hanno studiato fisiologica animale e sono esperti di tutto questo. Non è nulla di trascendentale pensare di fare un percorso con i veterinari, se fossero disponibili per fare i tamponi».

Coronavirus, Zaia chiama a raccolta anche i veterinari per i tamponi
The reconfirmed president for the center-right, Luca Zaia, speaks during the press conference in Villorba, Italy, 22 September 2020..ANSA/PAOLO BALANZA

Il coinvolgimento degli specialisti in medicina degli animali era già stato sperimentato nella prima ondata, quando ci si trovò alle prese con la necessità di recuperare velocemente apparecchiature per la terapia intensiva: in quell'occasione vennero 'chiesti in prestitò i macchinari in uso agli ambulatori veterinari, come risorsa aggiuntiva a quelli della sanità pubblica.

Ma la nuova chiamata in causa non ha trovato una risposta, per ora, positiva. Secondo Maria Chiara Bovo, segretario regionale del del Sindacato veterinari di medicina pubblica (Sivemp) «forse nella concitazione dell'emergenza è sfuggito che l'esecuzione dei tamponi rappresenterebbe, da parte di medici veterinari, un abuso di professione infermieristica o medica».

Ricordando che i veterinari Usl «svolgono un servizio pubblico essenziale poiché controllano quotidianamente tutta la filiera agroalimentare e la salubrità degli alimenti», Bovo ribadisce la «ferma contrarietà a svolgere funzioni in aree disciplinari per cui non abbiamo competenza né copertura giuridica. Anche le aziende sanitarie dovrebbero riflettere sui rischi e conseguenze che attività svolte al di fuori delle previsioni normative e contrattuali potrebbero avere anche per loro», conclude.

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